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日志


1月19日

La qualità innanzitutto

Ormai gli sceneggiatori delle fiction italiane sono in tutto e per tutto a livello di quelli delle soap U.S.A, come dimostra il sublime film per la TV "Io ti assolvo" andato in onda tre giorni fa su Canale 5. Questo mirabile prodotto vede come protagonista l'ottimo Gabriel Garko che inizialmente non voleva accettare il ruolo perché "troppo bello per fare il prete" (ma non abbastanza modesto per fare l'attore) ma che poi è rimasto affascinato dalla storia e probabilmente dal compenso. Presentando l'opera d'arte a Striscia la notizia, ha anche affermato che avrebbe dato un bacio a tutte le donne a cui non fosse piaciuta. Aspetto istruzioni per ricevere il risarcimento promesso dal bel Garko, che non mi fa proprio impazzire, ma in tempo di carestia va bene tutto.

A riprova della somma preparazione degli autori e della coerenza logico strutturale dei dialoghi, ne riporto uno qui sotto.

Interno notte, canonica. Fuori infuria un temporale (OGNI NOTTE infuriava un temporale, che cippa di paese). Il prete sente un vociare concitato nella stanza accanto. Sono la perpetua e suo figlio che discutono. Il ragazzo fugge prima che il prete irrompa nella stanza e la perpetua rimane sola. Entra il prete:

Prete: ho sentito delle voci...

Perpetua: c'è temporale. Sarà stata la finestra.

Dopo "La casa dalle finestre che ridono" abbiamo "La canonica dalle finestre che parlano (ma solo se piove). E come capisco questa situazione! Qui, appena cadono due gocce d'acqua, la logorroica portafinestra della cucina di casa mia recita come minimo un monologo di Shakespeare e non mi fa dormire. Che palle!

1月15日

Ritornare a sorridere

Pibua e Artemisia segnalano un'iniziativa di Comicomix per la lotta al neuroblastoma un tumore infantile che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare. Tutti i navigatori e in particolare chi ha un blog, può aderire a questa iniziativa, chiamata "Un sorriso lungo un anno" e scrivere un post dedicato al tema del sorriso. In seguito può segnalare il post a questo indirizzo di posta elettronica indicando nome del blog e link al post. Per ogni post segnalato, Comicomix donerà due euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma (qui l'elenco dei post segnalati).

 

Un giorno, un mio amico che attraversava un momento molto difficile della sua vita, mi disse: "Sto davvero male, vivo attimi di profonda disperazione da cui mi sembra di non potere uscire...ho paura che non riuscirò mai a tornare a sorridere". Queste poche parole mi hanno ispirato questa piccola favola che dedico a lui e a tutti quelli che non riescono a ritrovare il sorriso.

Quando Bob si alzò, quella mattina, ebbe subito l'impressione di aver perso qualcosa. Si guardò intorno, ma in casa non sembrava mancare nulla: le chiavi della macchina erano sul tavolino d'ingresso, l'orologio che toglieva ogni sera prima di andare a dormire era sul comò...tutto in ordine, come sempre. Andò in bagno e si osservò allo specchio: anche la sua faccia era quella di sempre, eppure...guardò meglio. Le sue labbra avevano qualcosa che non andava, gli angoli puntavano in giù con insolita decisione. Provò a stirarle, a rialzare quegli angoli, si aiutò persino con le dita, ma non ci fu verso: la bocca manteneva un'espressione decisamente imbronciata e allora capì. Aveva perso il sorriso. Si mise a cercarlo dovunque in casa: nei cassetti, negli armadi, sotto il letto, nelle tasche delle giacche e dei paltò; guardò nello sgabuzzino, nel frigorifero e nel forno. Diede un'occhiata persino al bidone della spazzatura, casomai lo avesse buttato per sbaglio, ma del suo sorriso non c'era traccia. Allora telefonò agli amici, per chiedere se l'avesse lasciato per sbaglio a casa di qualcuno di loro, ma tutti diedero risposta negativa. Un'amica gli disse "Veramente è un po' che non te lo vedo addosso, ma pensavo lo sapessi!". Dunque non era una perdita recente, e lui nemmeno se ne era accorto! Preoccupato, Bob uscì di casa e andò al Centro Commerciale: chiese del reparto sorrisi, ma gli fu risposto che ormai non ne compravano più perché erano diventata merce rarissima e costavano troppo. Gli consigliarono di diffidare degli spacciatori di sorrisi che da un po' affollavano le strade e si accalcavano anche all'uscita delle scuole: spesso vendevano a caro prezzo sorrisi artificiali che portavano solo altri problemi. Bob si recò allora al mercatino dell'usato, ma trovò su una bancarella solo un paio di sorrisi stiracchiati che mal si adattavano alla sua bocca. Scoraggiato tornò a casa e si distese sul letto. Chiuse gli occhi, pensando al suo sorriso perduto, e si sentì prendere dalla disperazione. Poi, provò a rilassarsi, e diversamente da quanto faceva di solito, cercò di allontanare i pensieri tristi e di richiamare alla mente tutto ciò che di bello c'era o c'era stato nella sua vita: ripensò alle carezze di sua madre; agli affettuosi rimbrotti di suo padre; agli amici; al primo amore; alle gite scolastiche; al mare d'inverno; ai mercati orientali; pensò al suo lavoro, difficile ma pieno di soddisfazioni; al suo film preferito; all'ultimo libro che lo aveva emozionato; pensò alla donna che amava; al suo migliore amico; a tutti quelli che negli ultimi mesi gli avevano regalato il proprio sorriso senza pretendere nulla in cambio. D'improvviso sentì una sensazione di solletico alla bocca dello stomaco, che salì nel petto, verso la gola, affiorò sulle labbra che lentamente si piegarono e volsero gli angoli finalmente all'insù. Eccolo! Lo aveva ritrovato, il suo sorriso perduto! Lo aveva cercato ovunque, e infine lo aveva trovato nell'unico luogo in cui poteva essersi nascosto: dentro di lui.





1月12日

Insulting Day

In questi giorni parecchi (?) blog hanno invitato i loro lurkers (lettori che non commentano) a venire allo scoperto e a lasciare un commento contravvenendo alle loro abitudini. Viene celebrato in questo modo il Delurking Day, iniziativa malefica a cui non ho aderito in quanto sono abbastanza consapevole di quanti lettori ha il mio blog, e so pure quali sono quelli che non commentano mai o quasi mai. Uno di questi è il creatore di un'altra iniziativa, l'Insulting Day. Il perverso ideatore di questa celebrazione è John Doe, mio affezionato (si fa per dire) lettore ma stitico (parola questa che gli è paticolarmente nemica) commentatore, odiando lui gli Spaces così, per partito preso. E ricordandogli la promessa che mi ha fatto, lancio l'Insulting Day. Terrò questo post per tre giorni TRE, acciocché nessuno abbia a dire che tanto nei finesettimana nessuno si fila i blog, e chiedo a TUTTI quelli che leggeranno queste mie parole di lasciare un insulto libero, sulla mia persona, sui contenuti del mio post, su tutto quello che volete. Un unico veto, del tutto personale: astenersi bestemmie, che mi fanno azzeccare la nervatura.

Uno, due, tre....VIA!

1月10日

No...sì...boh!

Me ne sto spaparanzata in poltrona a guardare la tv quando entra mio figlio.

Lollo: mamma, ma se io prendo sufficiente ad "artistica", tu ti arrabbi?

Alianorah: (penso velocemente: dunque, sufficiente non è un gran voto, ma del resto Lollo a disegno è una schiappa, quindi sufficiente va bene...e comunque non è un materia fondamentale e suvvia...non si può mica brillare in tutto...quindi la risposta giusta è:) No, no, non mi arrabbio

L.: (delusissimo) Ma come non ti arrabbi!

A.: (azz, ho sbagliato risposta! Ma perché è sbagliata? Non lo so, ma sicuramente la risposta giusta è:) Sì, sì, mi arrabbio

L.: (tristissimo) Ah ecco, lo sapevo! Mannaggia!


La prossima volta chiedo l'aiuto del pubblico.

1月8日

La Sensale

Il 31 dicembre, nel pomeriggio, la nonna materna del Figlio del Capo, altresì detta la Mamma della Capa, è passata al bar dove lavoro. Assente il nipote causa influenza, si è messa a chiacchierare un po' con me, ridendo di gusto ad ogni scemenza che dicevo (e son soddisfazioni, ammettiamolo) e dicendo ripetutamente che stavo proprio facendole passare un ultimo dell'anno divertente (povera...in genere come li passa i San Silvestro?). Insomma, io le raccontavo tutte le perfidie del nipote, lei mi difendeva, si stupiva che quel ragazzo che non parla mai con me parlava e scherzava pure, e ogni tanto si faceva una bella risata ripetendo "Ah, stasera mi stai proprio facendo divertire". Non so come, né perché, si è venute a parlare della mia situazione sentimentale. Lei sa che sono separata, e single, e pensavo non fosse una cosa grave aggiungere una cosa tipo "Del resto, con la vita che faccio, non è facile incontrare nuove persone". Subito, la N.d.F.d.C assume un'espressione guardinga, abbassa la voce e mi sussurra: "Mia figlia e il marito si sono innamorati dietro il bancone del bar, lavorando insieme...". Ehm... "Ma sai (le dò del tu perché me lo ha chiesto espressamente, ché quando la chiamavo signora e le davo del lei si imbarazzava), loro erano giovani...può capitare eh? Ma mica è facile...". E lei, saltando di palo in frasca "Ma mio nipote non è proprio stato affascinato dai tuoi occhioni blu?" Ehm... "Veramente no, è abituato a vedere degli occhi più belli, perché è cresciuto con te" (miserevole tentativo di sfuggire con le lusinghe alla trappolina). Ma la Nonna non cedeva, finché non le ho detto "Eh, ma cara N.d.F.d.C! Tuo nipote è giovane! Io ormai ho raggiunto la pace dei sensi!". Altra risata, ma almeno non ha proseguito.

Qualche sera dopo, il giovanotto, tornato malconcio al posto di lavoro, mi ha accusata di avergli attaccato l'influenza (che io non ho avuto). Un cliente impiccione ha chiesto come mai e io: "Beh, sai, ci siamo baciati appassionatamente i giorni scorsi, e insieme ai baci ci siamo scambiati anche i bacilli". Il cretino ci ha creduto, e con gli occhi sgranati chiedeva come, e quando, e cosa...Il F.d.C taceva, rassegnato. Quando il cliente se n'è andato, gli ho spiegato che tanto, la gente crede che ci sia l'inciucio e forse confermarlo li convincerà che non è vero. Poi gli ho anche raccontato del tentativo che sua Nonna aveva fatto per "sistemarlo" con me. Insomma, sono andata un po' a ruota libera. Ad un certo punto, vedendolo prostrato, gli ho chiesto preoccupata "Ma tu non stai bene vero? Cos'hai? Male alle ossa, tosse, mal di gola?" E lui, lapidario: "Sì, tutto questo, e da dieci minuti anche mal di testa".

1月7日

Onore e onere

thinkingblogger.thumbnail Ed ecco l'ennesimo meme a cui sono chiamata a rispondere, questa volta con un certo orgoglio in quanto Pibua ha annoverato il mio blog tra quelli che "fanno pensare". Raccolgo il testimone e, premettendo che tutti i blog che si trovano nel mio blogroll meriterebbero di essere nominati, passo la parola a Lune, Fabrizio e Salpetti. Sono tre giovani blogger (che non amano i meme, ma penso che stavolta perdoneranno la mia trasgressione alla loro volontà) che hanno sicuramente molto da dire, e lo sanno dire bene, con serietà e quel pizzico di leggerezza che non guasta mai. Non posso fare a meno di inserire Alice, che con il suo blog tenero e inca..ato fa...un po' intenerire e un po' inca..are. E ultimo ma non ultimo, il mio caro AmmiraglioK, che oltre ad avere il grande merito di essere un mio estimatore, scrive cum grano salis ed è un mago nel raccontare con ironia e arguzia i piccoli e grandi eventi che attraversano il nostro tempo.

Per chi vorrà raccogliere questo meme, elenco, copiando pari pari dal blog della succitata Pibua, le semplici regole da seguire.

1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al
post originario inglese
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.
4. Indicare i blog che hanno la “capacità” di farti pensare.




1月4日

Tutto si spiega

Qualche sera fa, uscendo dal bar dopo il lavoro, ho incontrato Tiziana, una simpatica ragazza amica di una mia amica, con cui talvolta mi sono trovata a scambiare quattro chiacchiere. Andava al cinema a vedere non so che film, e io, che non mi tengo un cecio in bocca, ho detto: "Mah, io al cinema non vado quasi mai...comunque non butterei mai 7 euro per vedere quella cagata di film con De Sica". E Tiziana, imperturbabile: "Io li ho spesi ieri 7 euro per vedere la cagata che tu dici". Figura 'e mmerda, direbbero a Napoli.

Oggi alla sala da tè è venuta con due amiche a bere una tisana. Siccome sono ciarliera e mi piace impicciarmi dei fatti degli altri, le ho chiesto come aveva trascorso il Capodanno. "Molto bene, ci siamo divertiti, e tu?". "Mah, diciamo in modo abbastanza schifoso...la mia ospite era di malumore, io ero di malumore, tutti che giocavano a tombola, mentre mandavo e ricevevo messaggini strambi...non mi sono divertita per niente. Mi sembrava di essere in un film di...chessò, Ken Russel, o Almodòvar,  ecc ecc" (insomma tutte le cose che ho scritto nel post precedente e che non sto a ripetervi in dettaglio). Ho concluso con "Non capisco se sono io a vedere strane le situazioni in cui mi ritrovo, oppure sono proprio strane di per sé e mi capitano per chissà quale motivo...Per non parlare delle persone, non conosco persone diciamo normali, ma forse non lo sono nemmeno io...". E Tiziana, serissima e senza nessuna intenzione di offendermi "Ma certo che tu non sei normale...non ho mai pensato che tu lo fossi, dalla prima volta che ti ho conosciuta!". Ecco, basta saperlo...

1月1日

Anno nuovo?

E ci siamo, è arrivato il 2008. Ho passato una serata a dir poco almodovariana, a casa di un'amica confusa e infelice che alternava momenti di ribellione alla grama vita a frasi sconnesse di compatimento (per me) e autocompatimento (per lei, naturalmente). Tutto questo mentre i nostri figli giocavano al gioco più esilarante e astuto che sia stato inventato dalla nascita del mondo ad oggi: la tombola. Cosa sarebbero mai le feste natalizie senza tombola? Non so cosa sarebbero, ma so come sarebbero: meno soporifere sicuramente. Tra un ambo e una quaterna, si è avvicinata la mezzanotte, che se non c'era quell'asso pigliatutto amebiforme di Carlo Conti in tv a strillarlo all'etere intero, non ci saremmo nemmeno accorti che si avvicinava, tanto eravamo preda del demone del gioco e della depressione. Poi, per fortuna, Antonello Venditti ci ha deliziati con l'ennesima canzone fotocopia che nemmeno Gigi D'Alessio riesce a scrivere canzoni tutte uguali come fa lui. E battere Gigi in questo è cosa da veri professionisti dell'autocopiaincolla. Poi il conto alla rovescia, mentre i figli, abbandonato il gioco d'azzardo, correvano in giardino a sparare botti legali e non pericolosi (confermo e sottoscrivo: legali e non pericolosi. Spero che almeno un petardo scoppi sotto il sedere dei due teppisti che l'altra notte mi hanno fatto saltare la cassetta delle lettere e il campanello di casa, che il Signore gli mandi una scarica di diarrea che duri fino alla Befana e magari anche oltre). Per farla breve, è arrivata la mezzanotte e i figli, rimbambiti dai botti, non se ne sono manco accorti. Per fortuna che a me lo ha detto Carlo Conti, e ho potuto comunicarlo agli altri. La mia amica mi ha augurato tutto il bene del mondo e poi è sparita. L'abbiamo ritrovata addormentata come un sasso nel suo letto al piano di sopra. Noi, intendo io, figli e aggregati (io ero naturalmente la più vecchia e la più scema di tutta la compagnia) abbiamo giocato a Visual Game, che rispetto alla tombola è già un tantino più intelligente e la mia squadra ha vinto alla grande, grazie anche alla mia capacità di disegnare un "ingresso" e di indovinare il disegno di "gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante". Mica cavoli eh?
Sorvoliamo sul periodo passato a scambiare messaggi al limite dell'onirico con amici e nettampoco con il mio ex analista ora quasi amico che, sebbene non allegrissimo per motivi suoi, informato della mia serata in corso, mi ha mandato una faccina tristissima ( :-(( ), segno evidente della sua partecipazione emotiva al mio smarrimento e della sua compassione nei confronti di una povera donna vittima delle circostanze. Aggiungiamo che ho una mezza influenza addosso e che domani devo andare al lavoro e chiudiamola qui. Ma non senza aver augurato a tutti un


BUONISSIMO 2008!






12月30日

Mais où sont les neiges...

Ecco. Lo so. Forse mi sto imbabbionendo; forse ho un rigurgito di puritanesimo; forse il gap generazionale diventa giorno per giorno troppo...troppo, per me. E sono consapevole che si tratta di un "simpatico" calembour tratto da un sms che qualche tempo fa rimbalzava da un cellulare all'altro e che probabilmente tutto il mondo ha ricevuto, me compresa. Però sentire un dodicenne che, appena entrato nella sala da thè dove lavoro, ha salutato un gruppo di coetanee con un allegro "Buonasega! Masturbo?", ridendo consapevole di quel che aveva detto...mi ha fatto un certo effetto. Voglio dire, io a 12 anni...io...mah, altri tempi!

12月29日

Meme della personalità del compleanno

Mammagatta (che ringrazio pubblicamente per la traduzione) mi ha nominata per il meme di compleanno. Il mio è il 25 dicembre.

Regole:

  1. Inserisci il nome della persona che ti ha nominato e crea un link al suo blog (in questo caso Alianorah al posto di Mammagatta).
  2. Copia-incolla le caratteristiche di tutti i dodici mesi (vedi il blog di Colin).
  3. Ricopia il tuo mese di nascita (idem).
  4. Evidenzia i tratti che riconosci come tuoi (ri-idem).
  5. Nomina dodici (o quante ne vuoi) persone ed informale della nomina, lasciando un commento nel loro sito.
  6. Fa' in modo che la persona che ti ha nominato sappia che tu hai portato a termine l'incarico.

Il mio mese di nascita è Dicembre (in corsivo le caratteristiche che riconosco come mie).

Dicembre: Leale e generoso. Sexy (uuuuhhhhh, mi volevano per il remake di Nove settimane e 1/2, ma pare che la Basinger si sia opposta perché sarebbe uscita perdente dal confronto...Linguaccia). Patriottico (ma che cavolo di caratteristica). Attivo nei giochi e nell'interazione. Impaziente e frettoloso. Ambizioso. Autorevole nelle organizzazioni (sì, delle feste della braciola). Divertente (ma qualcuno non la pensa così). Ama socializzare. Ama le lodi. Ama l'attenzione. Ama essere amato. Onesto e degno di fiducia. Non finge (quasi mai). Impulsivo (magari, qualche volta, dovrei...). Cambia personalità (Dr. Jekyll e Mr. Hyde?). Non egotista (purtroppo in parte lo sono). Grande considerazione di se stesso (eeehhh, se mi guardo allo specchio, mi sputo in un ecchio, come canta Arbore). Odia le restrizioni. Ama scherzare (che poi è un po' come dire "divertente"). Buon senso dell'umorismo (che poi è un po' come dire "divertente", cheppalle). Logico.

Nota personale: CHI non ama essere amato? CHI non ama le lodi? A CHI piacciono le restrizioni? COME si può essere impulsivi e logici nello stesso tempo? E poi manca: petulante e polemico. Allora mi sarei identificata di più!

Nomino  i seguenti amici e li invito a scegliere il loro mese di nascita e le loro caratteristiche:

Signor Ponza, Guady, Artemisia, Alice, Picchio.

Vi rimando al blog di Colin: usate un traduttore sul web e il dizionario, se avete problemi di lingua.
Nel suo blog, partendo da:

THE MONTHLY FLAVORS, WHICH ARE YOU?

troverete tutto.



12月26日

Passata la festa

Passata la festa, gabbato lu santo, dice il proverbio, ma restano indelebili alcune chicche:

Mio figlio che parla con Ercolino il gatto: "Ercolino, oggi è Natale, e sai cosa si festeggia a Natale?: la nascita di Gesù Micino".

Mia madre che a ora di pranzo urla dalla cucina: "Fenite a tafola! E' pronto ta manciare!". Aveva di nuovo sentito Ratzinger in tv...

Un mio amico che mi telefona dall'Abruzzo dove sta passando le feste:
Lui: "Qui c'è un paese, e ci sono pure gli abitanti, ma non esce nessuno!".
Io: "Tutto deserto?!"
Lui: (con voce spettrale) Sììììì
Io: (con voce lugubre) Dopo il tramonto...
Lui: (sempre più cupo) Eh sì, dopo il tramontooo....
Io: Secondo me a mezzanotte si trasformano tutti in vampiri. Attento alle trasfusioni...

(Ma che paese è? boh).

Una mia amica: "Sono uscita con un tizio: la prima sera mi fa una specie di test d'ingresso e mi chiede in dettaglio di parlargli di tutte le mie abilità in campo sessuale. Io gli dico che forse gli converrebbe ricorrere al sesso a pagamento e lui mi risponde molto seriamente 'Hai ragione...quanto vuoi?'"

E per concludere, il temino.

Racconta il giorno di Natale
Ieri era Natale, la nascita di Gesù Bambino. Ma che siccome che era anche il mio compleanno, ho ricevuto tanti regali: un libbro intitolato "Niente sesso in città"; un paio di mutande di pizo nero; una crema antiruche; delle candele; un cuadro. Che io l'ho capito che tutti mi anno voluto fare un scherso, una speccie di indovinelo, e la soluzzione è cuesta:
"Visto che le cose stanno come stanno (libbro "Niente sesso"), mettiti queste (mutande di pizo nero) e vedi cosa puoi fare, ché ti stai a fa vecchia (crema antiruche). Altrimenti accendi un ciero (candele) e se non succede gnente...attaccati! (cuadro)".
Sì sì, credo propio che la soluzzione è giusta!

Voi trovate gli errori! Animoticon


12月22日

Ora basta...

...con questo buonismo prenatalizio! I blog colorati, i messaggi di partecipazione per il dolore di Berlusconi ustionato con l'acqua calda, le carole in versione rap, i film strappalacrime in tv, la Littizzetto che finge di essere convinta che passare a 3 è meglio. Voglio parlare un po' male di qualcuno, e in particolare dei genitori che appioppano ai figli nomi impossibili. E' recente la notizia di quel giudice che ha impedito a una coppia di chiamare suo figlio Venerdì, e io sono d'accordo col giudice (che però ha proposto di chiamarlo  Gregorio Magno...GREGORIO MAGNO? Il giudice s'è magnato il cervello, dico io) e intanto mi chiedo, ma quale sarebbe potuto essere il secondo nome di questa creatura: "Santo"? "Pesce"? "Diciassette"? E suo fratello, come verrà chiamato? Robinson Crusoe?

A tal proposito, scaglio una pietra anche contro chi ha deciso, con un cognome come Pappagallo, di chiamare il proprio figlio Lazzaro. Lazzaro Pappagallo è uno scrittore e giornalista Rai. Non metto in dubbio la sua professionalità (che neppure conosco), è certamente una brava persona e ha tutta la mia solidarietà per aver accettato questa eredità familiare così ingombrante.
Che coraggio ha avuto la persona che, nel lontano 1969, andando a iscriverlo all'anagrafe, alla domanda "Allora, come lo chiamiamo il piccolo Pappagallo?", ha risposto "Lazzaro!"? Ma come, questo piccolino ha già la croce di un cognome, diciamo, originale e gli volete definitvamente rovinare l'infanzia e forse anche l'adolescenza chiamandolo così? Lo immagino a scuola, magari un po' addormentato sui banchi, come succede a tutti prima o poi, con il professore buontempone che lo esorta "Lazzaro, risorgi!". Oppure con la sua prima fidanzata, che durante il primo, incosciente rapporto non protetto, gli grida "Lazzaro, vieni fuori!". O gli amici, che quando non si comportava bene lo apostrofavano "Sei proprio un Lazzarone!". O il suo medico, che visitandolo a domicilio per una tenace influenza, non si sarà fatto scappare l'occasione di scherzare "Ma questa casa è un lazzaretto! Ma tanto, a te, chi ti ammazza!?". E io che ci faccio su pure un post!

Insomma, genti che vi accingete a procreare, state attenti al nome che darete a vostro/a figlio/a. Ben che vada se lo dovrà tenere fino alla maggiore età, e non sono pochi gli accidenti che si possono mandare ai genitori scervellati in diciotto anni.

Ed ora torniamo al Natale e a proposito di nomi: mio nonno si chiamava Giuseppe, mia nonna Maria, mio padre si chiama Nazzareno e io sono nata il 25 dicembre. Tutti quelli che passeranno da qui in questi giorni potranno rendere omaggio alla mia umile persona con auguri al quadrato. Io li mando a tutti voi dalle righe di questo ancor più umile blog (a tutti tranne ad Alice che se no mi toglie il saluto, naturalmente).

 

                                                               BUON NATALE!

12月21日

Elettrocatena di Natale

Prendo in consegna da Picchio un meme che mi mette un po' in difficoltà. Ci provo.

Tre aggettivi per descrivere il tuo blog:

sincero, noioso, inutile

Quanti blogger hai conosciuto di persona?

Nessuno. Laura la conoscevo già da prima

Quale blogger ti piacerebbe conoscere?

Molti di quelli che ho nel blogroll, in particolare Lune, Mammagatta, Alice, Andrea, Fulvia, Chit

Qual è il primo blog che leggi ogni mattina?

Freeyourmind, per diritto d'anzianità (è stato il primo blog che abbia mai letto)

Qual è il blog di cui festeggeresti la chiusura?

Quelli delle adolescenti che scrivono "qst blg è dvvr una fgta, v.v.u.m.d.b" ecc ecc. Mi annoiano da morire e sono più inutili del mio

Fai il talent scout: lancia una gggiovane blog-promessa.

Non ho proprio idea di chi lanciare, quelli che conosco sono tutti davanti a me di un bel pezzo

Siccome è Natale e sono buona, non nomino nessuno, tranne quel tirchio di Babbo Natale che quest'anno non sta ancora facendo il suo dovere.

12月19日

Pirlole

Scusate se mi vanto, ma ben due persone negli ultimi 7 giorni mi hanno detto che faccio il cappuccino e il caffè macchiato meglio di F.d.C. Il quale ha detto, naturalmente, che queste due persone non capiscono niente. Oggi sono inoltre stata incaricata di istruire l'apprendista sull'arte di montare il latte in modo che faccia la schiuma e non schizzi ovunque. Detta così sembra una cosa un po' porno. In realtà non lo è. Chiamasi uso del cappuccinatore e non ha nulla di erotico. Però mi pare una bella cosa che da studente, io sia diventata maestra cappuccinatrice. C'è stato solo un inconveniente: il cappuccino era per me e il F.d.C. lo ha fatto fare all'aiutante perché "Lui deve pure imparare a farlo, e visto che tu la consumazione non la paghi, almeno gli fai da cavia". 

Quando mio figlio mi chiede se può lasciare la pasta nel piatto perché è sazio, rispondo di sì talmente malvolentieri che ieri mi ha detto: "La tua è una risposta che ha un intento psicologico contrario". Insomma, dico di sì, ma si capisce che intenderei no. Però la cosa preoccupante è il linguaggio che Lorenzo sta adottando...un bambino della sua età non dovrebbe sapere dire "intento psicologico", no?

Mio padre ha allestito il più brutto presepe della sua storia (di mio padre, non del presepe). E' praticamente uguale a tutti quelli degli ultimi dieci anni, ma stavolta, non si sa perché, davanti alla capanna ha piazzato una casetta con tanto di aia e una donna che fa il burro. E tanto la casetta tanto la donna, danno le spalle alla capanna stessa. Lui non ha osato chiedermi se mi piacesse e io mi sono astenuta dal commentare. In tal modo si mantiene la pace in famiglia. Mi sono dovuta seriamente trattenere dal domandare: "Ma a Betlemme, si faceva il burro?".

La mia casa sotto Natale prende l'aspetto di un bazar: presepe, albero con regali sotto, candele sparse qua e là di ogni foggia e dimensione, una campana di vetro con sotto un presepe di vetro che si accende e manda musiche in tema, ghirlande e festoni appesi alle porte. Mia madre viene presa dal raptus prenatalizio e con la scusa di assecondare mio figlio, "perchésisaibambiniamanoilnatale" in un giorno trasforma ingresso e salone in una specie di Fantasilandia de noantri. Devo ammettere che non mi spiace del tutto, basta che ci pensino gli altri a fare e disfare. Il mio unico compito, difficilissimo, è quello di mettere i capelli d'angelo sull'albero. Quello, sono capace di farlo solo io!

Ho convinto il baristone a mettermi da parte i punti delle merendine. Non è stata un'impresa da nulla: lui odia qualsiasi raccolta punti, se un prodotto ha i punti non lo compra e se sa che qualcuno li vuole li butta apposta, così, per partito preso. Ma io gli ho detto che quest'anno c'è un bel piumone, e lui si è intenerito. A volte mi mette da parte anche quelli del latte. L'anno scorso avevo compilato la scheda con 480 punti per farmi arrivare la bilancia elettronica. Il giorno della scadenza della raccolta vado a prendere la scheda per imbustarla e spedirla e non la trovo. Rivolto tutti i cassetti di casa: niente. Solo alla fine di un'affannosa ricerca terminata a notte fonda, a mia madre viene un sospetto: "Vuoi vedere che il catalogo che ho buttato ieri era quello già compilato e non quello vuoto?". Esatto: il catalogo vuoto era nel cassetto, il catalogo pieno nel cassonetto, ormai irrecuperabile. Da allora, i miei amici incaricati di raccogliere i punti per me, quando me li consegnano, puntualmente mi dicono ridacchiando: "Ecco i punti, non li ho buttati. Li dò a te così li butta direttamente tua mamma!".



12月16日

Professionalità

Roma. Galleria Colonna. Libreria Feltrinelli.

Entro e chiedo alla cassiera:

Alianorah: "Avete 'L'uomo invisibile' di Wells?".

Cassiera :"Uels con due elle e una esse?".

A.: "Sì".

C.: "E la W iniziale?".

A.: "Sì".

Digita sulla tastiera il nome a lei sconosciuto, poi

C.: "Ha detto 'L'uomo invisibile'?".

A.: "Sì".

Digita il titolo...scruta la schermata

C.: "Uhmmm 'L'uomo invisibile'...Non lo vedo!"

E non era una battuta...

P.S. per un incidente indipendente dalla mia volontà, ho dovuto ripubblicare il post e i vostri commenti sono andati perduti. Mi scuso con tutti voi, anche perché non ero riuscita ancora a leggerli e quindi non posso rispondere Deluso


12月15日

L'oro in bocca

E' uscito da qualche giorno il primo libro di una giovane scrittrice (che è anche un po' mia amica, lasciatemene vantare) che alcuni di voi certamente già conoscono attraverso il suo blog. Lei è Alice Suella, il libro è "L'oro in bocca" ed è reperibile nelle librerie e on line. Io lo leggerò sicuramente. E voi?

P.S. per questo minispot non ho avuto nessuna retribuzione, ma solo un grazie, che è il più bel pagamento si possa ricevere dalle persone a cui teniamo.

 

12月13日

La meglio gioventù

La Chiesa Cattolica cambia le preghiere. E il mio pupetto si adegua e le modifica...a modo suo. A scuola, gli hanno dato da imparare il Padre Nostro in inglese. Ieri stava ripetendo una strofa (non so...un brano, un pezzo...come si dice?): "Give us this day our daily bread", ma, anche se non so l'inglese, la diceva in un modo che mi suonava davvero strano. Prestando attenzione mi sono accorta che diceva "Give us this day our daily breakfast". Ragazzi moderni: ora non chiedono più la garanzia del solo pane quotidiano, al Padreterno...pretendono che sia loro assicurata la prima colazione al completo!

12月11日

Il F.d.C è pur sempre il F.d.C e altri racconti.

Al bar è iniziato ufficialmente il Natale. E' vero che i torroni e i panettoni erano già in esposizione il due novembre, ma il Natale è cominciato oggi perché da oggi io ho ripreso a lavorare quotidianamente anziché tre volte a settimana e questo nuovo ritmo avrà termine il sei gennaio, quando arriverà l'Epifania che tutte le feste si porta via. Inutile dire che quella befana della Befana si porterà via anche l'unico mese invernale in cui percepisco uno stipendio doppio, in quanto lavoro il doppio e non per via della tredicesima, beneficio di cui non godo. E così oggi, per cominciare, ho imbustato in confezione regalo 5 panettoni; ho infiocchettato 10 bottiglie di spumante; ho composto 20 scatole di cartone portabottiglie; ho confezionato due ceste con di tutto di più; ho venduto un panettone che il cliente non voleva; ho preparato un latte macchiato al posto di un caffè macchiato; ho bevuto il latte macchiato preparato per sbaglio e mi sono procurata una tachicardia da caffeina; varie ed eventuali.

Questo post piacerà moltissimo al Figlio del Capo, che proprio oggi mi ha detto che il mio blog è appetibile solo quando parlo delle vicende del bar; al contrario, quando affronto qualsiasi altro tipo di argomento, scado nel banale. Inutile dire che se nelle vicende del bar rientra anche lui, il mio blog diventa splendido. Sì, penso che sarà molto contento di questo post, che lui stesso mi ha suggerito. Mi sento di accontentarlo, forse perché a Natale siamo tutti più buoni. Del resto, povero F. d. C....l'ho un po' trascurato in questi tempi, come lui stesso mi ha fatto notare oggi. Non ho più parlato DI lui, ma cosa avrei potuto mai dire visto che per tre mesi circa lui non ha più parlato CON me? Avrei dovuto spiegare che si è mortalmente offeso perché, dopo avermi ennesimamente insultato (ma lui scherza eh? lui scherza sempre) l'ho preso per la camicia dicendolo che mi ero stufata? E che mi ha dato della maleducata, violenta, mi ha accusato di avergli messo le mani addosso e che se io fossi stata al suo posto lo avrei probabilmente denunciato? E che da allora mi ha parlato solo per questioni di lavoro salutandomi a malapena e borbottando ogni volta che un cliente diceva qualcosa di gentile su di me e dicendo frasi del tipo "Sì sì, proprio carina, ve la raccomando quanto è carina!!". Voglio precisare che, dopo il "fatto" incriminato, vedendo la sua reazione e stupendomene, gli ho detto che se avevo trasceso mi dispiaceva; che non intendevo offenderlo (in effetti mi scappava anche da ridere, pensando a me alta un metro e un tappo che "minacciavo" un campanile di quasi due metri); gli ho chiesto scusa. Inutilmente. Ogni tentativo di rappacificazione è stato sdegnosamente respinto. E io mi sono adeguata al suo new deal.

Ad onor del vero, devo dire che, durante l'ostracismo lui: A) si è sempre comportato bene dal punto di vista lavorativo B) mi ha aumentato lo stipendio di 10 o 20 euro, non ho ancora capito bene di quanto e nemmeno se è una tantum o permanente, devo vedere il prossimo come sarà; C) ha cercato di aiutarmi (infruttuosamente) a trovare un lavoro per il mio ex marito, forse sperando che, riprendendo lo stipendio lui, me ne vada dal bar io; D) si è quasi rammaricato quando ho avuto un infortunio con la macchina (ebbene sì, l'ho avuto, ed era pure colpa mia) E)...basta, la E) non c'è... Ora mi dirà sicuramente che queste cose le ho aggiunte per tenermelo buono. Infatti le ho aggiunte per tenermelo buono.

Insomma, dopo un periodo di lista nera, quarantena o come la si vuol considerare, da qualche giorno, a suo insindacabile giudizio, ho terminato di scontare la mia pena, per cui ha ripreso a trattarmi da essere umano. Laddove per essere umano si intende che: ha ricominciato a prendermi per i fondelli (ma sempre per scherzo); a insinuare che sono poco intelligente (ma scherza eh? intendiamoci); e a cercare di darmi i suo ferali pizzichi sulle spalle (ma per lui questo non è mettere le mani addosso: è scherzare!). E che non mi sedurrebbe mai, mi abbandonerebbe direttamente (oh, che dolore. Oh. Oh. Oh...che terribile dolore). Dice che continuerà così fino al sei gennaio, altrimenti si annoia. Stasera, dopo numerosi tentativi di non cedere alle sue provocazioni, gli ho chiesto "Ma se ti riprendo per la camicia, mi prometti che per almeno altri tre mesi non mi parli più?". Non ci credereste: mi ha risposto di no, perché il mio non sarebbe un gesto spontaneo. Devo trovare qualche modo di offenderlo a morte spontaneamente senza rischiare il posto di lavoro. Mi aiutate?

P.S. contento, Figlio del Capo?

12月8日

Sbagliando si impara!

Mattina di circa nove anni fa. Io e il mio allora marito, appena svegli, sentiamo nostro figlio gironzolare per casa. Lo chiamo con amorevole materno cinguettio: "Lollo! vieni a dare un bacio a mamma e papà!?". Risposta del piccolo treenne "Vaffanc..o!". Guardo sbigottita il padre del "turpiloquente" pargolo..."MA...HO SENTITO BENE?! HA DETTO PROPRIO...!?". Risposta dell'altrettanto sbigottito padre "Eh, mi sa di sì".
Mi alzo di soppiatto, mi nascondo dietro la porta della stanza in cui Lollo giocherella ignaro. Ripeto subdolamente il tenero richiamo "Piccolo...vieni a dare un bacetto a mamma!". Idem come sopra "Vaffanc..o!". Piombo come uno sparviero sull'angelo innocente e gli rifilo un ceffone di media intensità. Non dico una parola...SO che lui SA!

Qualche giorno dopo, il bimbolorenzo sta facendo qualcosa che non deve. Lo rimprovero e lui si volta di scatto verso di me "Vaffa..." si blocca di colpo, nella sua mente e sulla sua guanciotta risuona l'eco della punizione ricevuta; in un nanosecondo sulla sua faccia passa una vita di consapevolezza e saggezza... "...rinda...vaffarinda!" Alza un ditino (l'indice, per fortuna) come fa fra Cristoforo verso Don Rodrigo nel sesto capitolo dei Promessi Sposi, e con aria tra il timoroso e l'imperioso ripete "...ho detto vaffarinda eh?". Scappo via per non mettermi a ridere davanti a lui, pena totale perdità di credibilità e autorità genitoriale. Ancora mi chiedo da dove sia uscito uno così (risparmiatemi becere ovvietà prego...Linguaccia)

12月4日

Donne nella pubblicità

Donna in carriera: negli spot è SEMPRE sexy, straordinariamente giovane, spesso single per scelta. Guida macchine cabrio o spider comprate con i primi stipendi. Ha loft sontuosi generalmente arredati con mobili bianchi, con moquette bianca, biancheria bianca (ma come si chiama la biancheria nera? nereria?). Ha spesso un gatto persiano bianco, a cui dà bocconcini di carne (bianca?) prelibatissima. Usa saponi a ph 5.5, mangia corn flakes integrali e yogurt neutri mentre guarda lo splendido panorama della città dalle enormi vetrate del suo loft e intanto ascolta i messaggi che i suoi numerosi spasimanti le hanno lasciato in segreteria. Apre l'armadio e sceglie l'abito per la serata; i gioielli per la serata; l'uomo per la serata. E poi via in locali dove se uno si tocca l'orologio è come se toccasse il sedere o altro della persona che ha un ciondolo della stessa marca dell'orologio. Locali alla moda, dove le bariste sono bone, hanno i capelli rossi e ti servono l'aperitivo ballando il flamenco sul bancone (mica come me che al limite accenno una tarantella alla sala da thè). Locali trasgressivi dove una donna si può vestire da uomo e innamorarsi di un uomo vestito da donna e rimanerci male, perché lei cercava proprio una donna, mica un travestito! E' una donna realizzata che ha solo l'imbarazzo della scelta. Talvolta va in overdose di yogurt Activia e allora ha anche imbarazzo di stomaco.

Donna in carriera con famiglia: ha al massimo 35 anni, un marito figo e minimo tre figli simpaticissimi. Un lavoro appagante da cui si riposa più volte al giorno sorseggiando un decaffeinato. A pranzo un barretta ipocalorica o al massimo una Fiesta quando non ci vede più dalla fame ma a sera si scatena: non si sa perché, ma ha ancora voglia di fare una torta e quindi si ferma al supermercato e compra una busta con dentro l'impasto pronto da mettere in teglia; poi le viene lo sghiribizzo di cucinare, e compra un quattro salti in padella e due sottilette da metterci sopra. Tornata a casa aiuta il figlio mediano a fare i compiti; raccoglie le confidenze della maggiore alle prese con i primi problemi di sesso e insieme alla più piccola mette le sottilette sulla carne precotta. Ha una casa linda e pinta e mai l'ombra di una colf. Usa creme elasticizzanti per viso e corpo. Usa calze elasticizzate che favoriscono la circolazione perché è costretta a tenere i tacchi anche mentre apparecchia la tavola. Usa anche i vestiti elasticizzati perché ha una linea che se li può permettere. Probabilmente i preservativi che usa il marito non sono abbastanza elasticizzati altrimenti non si capirebbe come mai sono riusciti ad avere una morra di figli senza soluzione di continuità e con il poco tempo si presume abbiano per l'intimità.

Donna casalinga: sposata da dieci anni, ha un numero indefinibile di figli ed è l'angelo del focolare. La sua attività inizia alle prime luci dell'alba con l'allestimento della colazione che vedrà allineati su una tavola apparecchiata con tovaglia di Fiandra: succhi di frutta spremuti con un' avveniristica centrifuga; biscotti; merendine; fette biscottate (integrali, di riso, con fiocchi di mais...tutte meno quelle normali); croccanti agglomerati di cereali con nocciole tostate e fiocchi di cioccolato fondente belga; cioco pops per i bambini; plum cakes con pezzi di cioccolato, così tanti che sembrano pezzi di cioccolato con un po' di plum cake intorno; latte intero, parzialmente scremato, scremato, vitaminizzato, alta digeribilità, di soia, di riso; caffè, orzo, nesquick, thè, karkadè. Purtroppo al momento di far colazione è talmente tardi che passa il pulmino per i figli che prendono un biscotto e scappano; il marito ha una riunione e beve un caffè in piedi; e lei rimane ad ingozzarsi. Nella vita reale avrebbe la linea di un transatlantico. Nello spot è una silfide. A metà mattina ha terminato di pulire da cima a fondo la casa con l'aiuto di una sfilza di "amici della donna" (Svelto, Mastro Lindo, Cif, il postino, l'idraulico, l'elettricista e il vicino di pianerottolo) poi si incontra con un'amica e vanno a fare la spesa al Lidl e comprano un decespugliatore a 19 euro e 99 centesimi anche se non hanno la siepe perché come si fa a resistere? Poi a casa, pranzo veloce, e alle due, comincia a preparare la cena. Mentre i figli tornano dal tempo pieno e escono di nuovo per andare a musicadanzakaratèpalestrainformaticalinguestraniere la donna casalinga prepara le lasagne: impasta stende e taglia con l'impastatrice con la forza di dieci braccia (quelle del: postino, idraulico, elettricista, vicino di pianerottolo e pure il giardiniere che è venuto a provare il decespugliatore della Lidl) ma il sugo lo fa lei, con il dado per ragù che trasforma ogni cuoco in uno chef. Oppure fettuccine con la macchina Imperia a motore che le ha regalato la nonna per le nozze. Alle cinque si interrompe per andare a trovare la nonna in coma da dieci anni per trauma da macchina Imperia causato da un incidente domestico mai chiarito occorsole proprio il giorno delle nozze della nipote. Torna a casa e prepara un arrosto, con il dado per arrosti. Doccia, messimpiega rapida, e poi tornano i figli da musicadanzakaratèpalestrainformaticalinguestraniere (tutti corsi pagati dal nonno che da dieci anni se la spassa senza la moglie rompiscatole tra i piedi ed è eternamente grato a chiunque le abbia sbattuto l'Imperia in testa), il marito dal lavoro e tutti insieme siedono ilari davanti alla tavola imbandita dopo giusto tributo alla mamma/moglie tuttofare. E poi davanti alla tv a vedere i film pay per wiew, perché nelle famiglie modello delle pubblicità la pirateria è un reato! Alle dieci tutti a letto, saluti a profusione come nel telefilm "una famiglia americana": buonanotte mamma, buonanotte Jason; buonanotte papà, buonanotte Mary Kate; buonanotte nonna...la nonna è in terapia intensiva... Ah già, buonanotte nonno; Dio ti benedica figliola per come usi in modo appropriato la macchina Imperia! Amen.

La donna "oltre": è bellissima, sensuale, ama la seta e i diamanti. Perfettamente truccata (ma in modo discreto) e pettinata (ma in modo naturale) è sempre circondata da cieli stellati; o mari in tempesta; o venti impetuosi. Per lei le lacrime diventano profumi pregiati; le gocce d'acqua gioielli; gli uomini gentili e fedeli. Non mangia; non beve; tromba tanto ma con gran classe e talvolta dorme. Vive semivestita, ma al termine dello spot, che sia distesa su un letto, sul cofano di una macchina, su una spiaggia deserta, rimane, impeccabilmente, inspiegabilmente, invariabilmente, nuda.