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日志


8月30日

Darla...una vera tragedia!


Ho appena sentito un dialogo tra Brooke e Taylor in Beautiful. Taylor deve sposare Thorne, recente vedovo di una tipa di nome Darla, uccis
a accidentalmente dalla nuova promessa sposa.
Brooke, il giorno delle nozze, va a fare gli auguri a Taylor, un tempo sua rivale in amore:
Brooke : ti auguro ogni felicità. Ma non pensi che qui oggi ognuno non possa fare a meno di pensare a DARLA?
Taylor : e tu credi che ci sia un solo momento della mia giornata in cui io non pensi a DARLA?

Accidenti, e io che mi preoccupavo per il fatto che ogni tanto vorrei DARLA anche io!

P.S. Ma non potevano cambiarle il nome, a 'sta disgraziata, nel doppiaggio in italiano?

8月28日

Che problema!


Sono in imbarazzo. In profondo imbarazzo. E la colpa è tutta di una notizia che gira in rete da qualche giorno. Secondo non ben precisati studi, una ricerca dell'Università di Louisville, nel Kentucky, sarebbe giunta alla conclusione che chi ha gli occhi azzurri o blu sarebbe (condizionale obbligatorio) più intelligente di chi li ha di un altro colore.
Secondo invece una ben nota diceria, le bionde formose sono oche.
Se poi devo stare a sentire le farneticazioni del Figlio del Capo, chi è basso è meno intelligente di chi è alto.
Io sono bionda, bassa; ho il sedere piatto e il seno prosperoso; e ho gli occhi azzurri.
Sorvoliamo sul colore dei capelli: sono mechati, anche se la base è chiara naturalmente.
La teoria del F.d.C. non è sperimentata e la escludiamo del tutto.
Sedere e seno sono, incontrovertibilmente, piatto il primo, esuberante il secondo. E che vor dì? Chi si rifà le tette era intelligente e diventa oca? oppure vale la struttura originaria?
Aggiungiamo che chi ha gli occhi azzurri se la cava bene a golf, a dare esami, è un buon pensatore e stratega.
Applicando tutte queste nozioni al caso specifico, il mio, risulterei essere: intelligente se mi si guarda da dietro; oca se mi si guarda da davanti, soprattutto se sono appena stata dal parrucchiere; ma quasi geniale se mi si fissa negli occhi. E come se non bastasse: abile in uno sport che non pratico (il golf); arguta in una modalità che poco mi appartiene (la strategia, e i risultati ben si vedono, ma questa è un'altra storia); in gamba a sostenere esami (ma chi? IO? se non ho nemmeno finito l'università!); rimane il fatto che potrei essere una buona pensatrice. E in effetti di pensieri ne ho parecchi, ma quantità non è sinonimo di qualità.
Forse nel Kentucky farebbero meglio a preoccuparsi di altri problemi, ad esempio abolire la pena di morte. Che ne dite?

Qualcosa si muove...


Help 2.0
Qualcosa si sta muovendo nella blogosfera. Soffia un vento di novità, un desiderio di contatti reali e di collaborazioni fattive. Parecchi bloggers ( tra cui Pibua, 365albe, giulianissima) parlano di un'iniziativa che svelerà le sue carte martedì 4 settembre e che è stata denominata "Help 2.0". Io non ne so molto di più, ma se si tratta di far vincere il gruppo sull'individualità e sul mero desiderio di visibilità, non posso che approvare. Aspettiamo dunque l'evolversi degli eventi e la soluzione di questo mistero che stimola la curiosità e preclude forse ad un'operatività meno autoreferenziale e più corale.

Spargete la voce...
8月24日

Ultimo sonno a Parigi

Ieri LA GURESSA ha postato un breve commento su un film-scandalo di qualche decennio fa, "Ultimo tango a Parigi", di Bertolucci. Io lo vidi 20 anni orsono, quando uscì di nuovo nelle sale italiane dopo essere risorto dalle ceneri del rogo della censura. A parte il fatto che mi piacque, per quanto un po' claustrofobico e sicuramente non rilassante, il suddetto post ha riportato a galla un ricordo esilarante legato alla visione di questo film. C'è da dire che, del mio gruppo di amici, io ero l'unica, e sottolineo L'UNICA, a volerlo andare a vedere. Sarà che mi incuriosiva il fatto che era stato riabilitato dopo un mare di polemiche, sarà che avevo sentito parlare della famosa scena del burro e non avevo nemmeno capito di che si trattasse (a vent'anni ero molto sveglia, io), ma ci volevo andare a tutti i costi, ma nessuno voleva accompagnarmi. Trovai infine una vittima: Pietro, allora il mio più caro amico, anche un po' infatuato di me. Con, come si suol dire, "le budella in braccio", mi portò a vedere questo scandaloso film ma, vuoi perché era un po' lento, vuoi perché lui aveva fatto il turno di mattina in Fiat ed era stanco, verso la fine del primo tempo si addormentò di sasso e non si svegliò che a pochi minuti dalla fine. Con aria ebete fissò lo schermo: la Schneider e Brando sono seduti a un tavolino di un caffè di Parigi. Lei allunga una mano sotto una tovaglia e lo tocca "lì" e lui, sorpreso e divertito, le dice una cosa del tipo "Ehi, che ti prende? Guarda che non è una maniglia!". Pietro fa un'espressione ispirata e poi esclama: "Che frase profonda...un uomo non è una maniglia!" Lo guardo in tralice..."Ah Piè...non si riferiva all'uomo...". E lui: "Ah, ma che ne so...Però che strano! Non hanno fatto l'intervallo!"  "L'hanno fatto...ti sei dormito pure quello!" "Ah...però bel film eh?..."

8月20日

Il teatro del bar del cinema (parte seconda)

Pur in ferie, continuo e termino la descrizione degli "attori" che animano il luogo in cui lavoro. Dopo aver descritto i protagonisti, passo a tratteggiare le caratteristiche principali di:

CO-PROTAGONISTI E COMPARSE

Gioacchino : il suo ruolo è...indefinito e indefinibile. Non è un dipendente, non è un avventore, non è un parente, non è un amico di famiglia. Egli NON E'. Sta lì praticamente tutto il giorno, in estate. Aiuta talvolta a sparecchiare, a sistemare i tavoli, a chiudere gli ombrelloni. In inverno, si fa vedere solo la mattina e il pomeriggio, mentre la sera, complice il freddo, rimane a casa con la famiglia. Ha quasi settant'anni, ma è vispo come un giovincello, soprattutto quando si tratta di mangiare, ma solo ed esclusivamente se gli viene offerto, in quanto ha, come si suol dire, le saccocce a ciammaruca (per gli svedesi che leggono il mio blog, la traduzione è: tasche a lumaca, quella col guscio, che fa tutte le curve e le spirali). Per fortuna gli sono simpatica, altrimenti mi fregherebbe tutte le mie mance. Invece così me ne frega solo la metà, e solo quando sono moooolto distratta. 

Rina : aiuto banconista, all'occorrenza cameriera. E' una tosta: un metro e sessanta di muscoli e ciccette sode, un carattere volitivo, una forza e un'energia che io me la sogno. E' single e apparentemente sempre allegra e anche un tantino prepotente. Senza peli sulla lingua è l'unica che riesce a mettersi sotto i piedi Lucio il baristone, che davanti al lei diventa un agnellino malleabile. Quest'estate Rina e io ci siamo coalizzate nel (vano) tentativo, di sedurre il Figlio del Capo. Lui ha resistito strenuamente al nostro fuoco di fila di battute, allusioni, frecciatine. In tal modo ci siamo guadagnate l'appellativo di "Anastasia e Genoveffa" che, per chi non lo sapesse, sono le sorelle brutte, cattive e maligne di Cenerentola nel cartone di Disney. Sarà bello lui, lo zitellone!

Io : di me sapete abbastanza. In relazione al mio ruolo lavorativo, aggiungerò solo che la frase che mi sento ripetere più spesso è: "ma tu non mi sembri proprio adatta a questo lavoro!". Beh, mi hanno offerto ruoli chiave alla Nasa, alla Ford, alla Microsoft...Tutti i Ministeri si sono accapigliati per offrirmi alti incarichi. Non potevo sopportare che anche le multinazionali si odiassero per causa mia e alla fine ho scelto di lavorare come cameriera (all'occorrenza banconista) e di mettere fine alla faida!

Cameriere/a pomeridiano/a : lavora in estate dalle tre alle otto del pomeriggio. Cambia ogni anno ed è quello che si becca più sole e meno soldi (almeno a sentire il Figlio del Capo). Quello di quest'anno era simpaticissimo: non parlava mai ma rideva ad ogni mia battuta. L'ho adorato!

Enrico : proiezionista del cinema. Personaggio inquietante: per i primi due anni, non mi ha mai neanche salutata. Poi ha deciso che ero una che gli andava a genio e da allora arriva persino a lasciarmi, una volta ogni tanto, dieci centesimi di mancia. I gestori del bar (gestione separata da quella del cinema) sono sbalorditi. Non era mai successo prima!

8月17日

Controcorrente


E mentre tutti o quasi sono in procinto di tornare dalle vacanze e riprendere con rinnovato spirito e vivace alacrità, o alacre vivacità, il loro amato posto di lavoro, io vado in ferie. Come dice un mio amico che a volte ha ragione e a volte no, io sono quella del "paese dell'incontrario" (chi si ricorda la pubblicità di Carosello con "il paese dell'incontrario, dove sia non si sa? io lo so ma non lo dico..."?). Questa volta la decisione non è naturalmente spettata a me; sta di fatto che il bar dove lavoro chiude sempre in questo periodo dell'anno, e così ho lavorato mentre tutti si godevano le calde serate estive dopo aver trascorso giorni al mare (argh) o in montagna; andavano a sentire i concerti dei cantanti che pullulavano durante le feste di paese (non sghignazzate; qui intorno, abbiamo avuto concerti aggratise di Venditti, Raf, Ron, Irene Grandi...persino Marco Masini!); si stravaccavano sulle sedie e ordinavano gelati e bibite ghiacciate...Ora tutti tornano, riprendono a lavorare, vanno a dormire presto la sera. Io, invece, no. Mi rimane un Nino Frassica d'annata con la sua band (che goduria), un salto a Ostia a prendere un pc che il suddetto amico che a volte ha ragione e ha volte no ha assemblato per mio figlio, e qualche visita ad amici da recuperare qua e là dopo l'anno sabbatico passato in latitanza, prima per motivi di salute poi per motivi di lavoro. Meno male che la stagione lavorativa è stata divertente, incredibile dictu: sarà perché mi ero stufata di oziare, si fa per dire; sarà perché ho tirato su più mance del previsto; sarà perché non lo so nemmeno io perché sarà, ma son contenta lo stesso, anche se il piatto piange e fra un po' piangerà anche il cielo per le prime piogge estive. Ma chissenefrega. Intanto mi è venuto fuori questo strabiliante post nonsense che sicuramente riscuoterà un fortissimo consense (strabiliante anche il gioco di parole, eh?) presso i miei scatenati fans, che saluto caldamente, finché fa ancora caldo!

8月14日

Logica e modernità nelle 50enni di oggi

Qualche giorno fa chiacchieravo con una conoscente: 50 anni, bella donna, carattere volitivo, attività personale. Sposata da 30 con un tipo un pelino più magro di Giuliano Ferrara e un filino più alto di Pupo. Insomma, un gran bell'uomo che una volta, con aria sorniona, mi disse "a me, quando capitano le occasioni (ammiccamento) non me le faccio di certo scappare" (ma quando, dove, come, perché e soprattutto CHIII???). Comunque, tornando a bomba, questa signora mi chiedeva della mia separazione con un fuoco di fila di domande del genere: "ma adesso quanti anni sono? e lui ha un altra donna? (no) e tu hai un altro uomo? (no) ma non può essere che vi rimettiate insieme? (no)". Notando il suo stupore davanti alla mia categoricità, se ne esce con una frase di quelle che se non appiccichi al muro una persona quando le dice, vuol dire che sei candidata ad essere beatificata prima del decesso. Mi guarda e mi fa: "Ma così, sola...non stai né in cielo né in terra, insomma...non sei né carne né pesce!". Conto fino a dieci, sorrido ironicamente, mi sforzo di rispondere in tono civile : "Allora tu pensi che una donna non abbia un'identità precisa se non con un uomo vicino?" "Ah beh, no, però..." "Quindi secondo te" ho incalzato io "mi dovrei mettere con qualcuno così...per combattere la solitudine? per avere un efficace mezzo di sostentamento? o magari dovrei scegliere un vecchio con ricca pensione che muore presto così mi becco la reversibilità?" (sapeste in quanti me lo consigliano!). "E dimmi" ho chiosato "con uno così, sarei in cielo o in terra? carne o pesce? ma soprattutto, cosa mi distinguerebbe da una prostituta?". Mi guarda, abbozza un sorriso..."Ah, nemmeno io lo farei!". E poi si allontana in fretta sottobraccio a suo marito. Li guardo, combattuta da sentimenti contrastanti. In fondo loro ce l'hanno fatta a stare insieme per trent'anni e probabilmente ne passeranno altrettanti insieme. Io quando vado a letto, trovo il letto vuoto (però che comodo il mio bel lettone a due piazze tutto per me!!) e lei invece...se gira la faccia, vicino alla sua, sul cuscino accanto, vede l'uomo con cui ha scelto ed è riuscita a dividere tutta la vita...il sosia di Jabba the Hut. Vuoi mettere!?!

P.S. Ciò NON vuol dire che non vorrei un compagno. Ciò vuol dire solo che piuttosto che accontentarmi NON lo voglio!

 

E BUON FERRAGOSTO A TUTTI!!!

8月11日

Meme di Ferragosto (e dintorni)


Ho deciso, appoggiata da alcuni di voi, di lanciare un nuovo meme:


Le cose che vi infastidiscono di più (non meno di cinque, non più di dieci).

Non fate l'elenco di ciò che vi fa più arrabbiare (es: la maleducazione, l'arroganza) o che fa oggettivamente schifo (l'alito pesante, pestare una cacca), ma proprio delle cose che, in modo del tutto arbitrario, soggettivo, e anche illogico o irrazionale, vi fanno uscire dai gangheri, salire la pressione, vedere rosso, sbarellare o, come si dice efficacemente a Napoli: "azzeccare la nervatura". Libero sfogo dunque alle vostre idiosincrasie! Unica regola: evitare eccessi di volgarità!

Questo il mio "decalogo":
  1. La polvere di gesso (quello di scuola) sui polpastrelli e sotto le unghie.
  2. Quando mangio un Cornetto Algida "cuoredipanna" e la punta del cono (quella bbona, col cioccolato) si spezza, rimane nella carta e si scioglie tutta!
  3. Le persone che mentre mi parlano mi battono sul braccio o sulla spalla per enfatizzare il loro discorso. 
  4. I genitori dei bambini maleducati. 
  5. I clienti del bar che mi chiamano al tavolo e poi non sanno cosa ordinare. 
  6. La sabbia.
  7. I nuovi cartoon giapponesi. 
  8. Quelli che mi tagliano la strada con la macchina e poi si mettono a camminare a 30 all'ora. 
  9. Il fruscio della carta delle patatine (pop corn, caramelle ecc.) al cinema.
  10. La voce di Dan Peterson.

Passo la palla (se vorranno prenderla) a Signor Ponza, Pibua, Chit, Mammamatta, Daisi, John Doe, e a tutti quelli a cui piacciono simili, ignobili iniziative
Animoticon

Partecipate numerosi, siore e siori!!!

8月10日

Postilla al post e una domanda ai miei amici bloggers


In relazione al post precedente a questo (http://alianorah.spaces.live.com/blog/cns!15CB831F05EB0D1B!766.entry), sono stata accusata dal simpatico Figlio del Capo di avere un blog-specchietto per allodole, finalizzato alla captatio benevolentiae non si sa bene di chi, visto che, di tutti coloro con cui vengo a contatto in ambito lavorativo, lui è l'unico a leggerlo. Dopo averlo gentilmente invitato a non prendersi più questa briga (di leggerlo, intendo), ché tanto mi cazzia sia se scrivo cose positive sia se scrivo aneddoti che, a suo dire, lo mettono in cattiva luce, mi impegno a continuare a dire assolutamente quello che mi pare su ciò che mi pare. In quanto alla millantata presenza di un altro mio blog "segreto" in cui parlerei malissimo di lui e di colleghi, amici, e soprattutto datori di lavoro...lancio una sfida, nel caso si trovasse a leggere queste righe. Visto che è stato tanto bravo a "tanare" "L'altra gallina" con pochissimi elementi a disposizione, non dovrebbe avere difficoltà a trovare anche quello in cui faccio libero sfogo del mio lato oscuro. E poiché che mi considera una che, come si dice a Roma, non si tiene un cecio in bocca, tanto da avermi ribattezzata "la donna che sussurrava al segreto" (che, sintatticamente, diciamocelo, fa pure un po' schifo come frase), ora può a maggior ragione ribadire che non si sbaglia in tal senso A bocca aperta.
La domanda ai miei lettori e commentatori è la seguente: mi è venuta in mente una catena (o meme, per i più scafati) da proporre. A parte la simpatia che potrei attirarmi con una simile, deprecabile iniziativa, mi sapete dire se esistono delle regole particolari in rete per lanciarla o se basta una mente deviata e sadica come la mia, atta a infliggere sofferenze al prossimo?
Animoticon
 
8月8日

Il teatro del bar del cinema (parte prima)

Sebbene abbia più volte parlato, in queste pagine, del mio lavoro e del famigerato, ma non troppo in fondo, Figlio del Capo, non mi sono soffermata mai sugli altri personaggi che popolano il colorato mondo del bar in cui mi industrio ogni sera ormai da tre anni. Sull'inciso "mi industrio", il famigerato, ma non troppo in fondo in fondo, suddetto, avrebbe molto da ridire, ma tanto lui ha da ridire quasi su tutto quel che faccio e quel che sono, per cui, una in più una in meno...

Ma cominciamo ad illustrare le persone che ogni giorno recitano a soggetto sul palcoscenico del mio luogo di lavoro. In questa prima parte vi presento i

PROTAGONISTI:

Angela : la capa assoluta. E' una manager nata e se invece che dedicarsi alla gestione di un bar avesse deciso di lanciarsi nel mondo dell'industria, avrebbe fatto le scarpe alla Marcegaglia. Bravissima nelle pubbliche relazioni non è priva di atteggiamenti materni nei confronti dei suoi dipendenti. Riesce ad essere femminile e persino civettuola anche mentre comanda a bacchetta il suo staff. A volte sembra svagata, e a volte lo è davvero, ma solo su cose di scarsa importanza. Per il resto...non le sfugge una paglia.

Aldo : il coniuge-capo. Come la consorte è la manager, lui è il VERO barista. Anche se recentemente ha rallentato l'attività, io mi incanto ancora a vedere la dimistichezza con cui prepara i caffè, maneggia i bicchieri, gestisce i clienti dietro il bancone. Prima di cominciare a lavorare, qualcuno mi aveva detto di non lasciarmi impressionare dalla sua aria burbera. In verità per lui ho avuto proprio una sorta di colpo di fulmine: mi è simpatico, anche quando invece di parlare borbotta...sarà che mi ricorda mio padre, ma con lui ho un rapporto fatto di poche parole e molti sguardi eloquenti (soprattutto per quanto riguarda il dolce figliolo  Animoticon ).

Sonia : la Figlia dei Capi. Bella. Questa è la prima cosa che mi viene da dire. Bella e consapevole di esserlo, mi viene da aggiungere. Quando le dico questa cosa si incavola come una iena, o meglio, si incavolava. Ormai ha imparato a sopportare le mie frecciate come io le sue, e non son poche. Viziata e coccolata dai genitori, è soprannominata dagli intimi "la bossa", perché ogni suo volere è un ordine. Ha ereditato dalla mamma capacità organizzativa e praticità e una certa filosofica flemma nell'affrontare gli imprevisti. Abbiamo caratteri agli antipodi, ma alla distanza ci stiamo simpatiche. La cosa che mi piace di più di lei (e in cui ci assomigliamo) è che pur sembrando "fine", quando serve diventa peggio di uno scaricatore di porto. Giù parolacce e improperi, sguardi fulminanti senza pietà...insomma, al di là della classe che certo non le manca è una persona vera.

Giulio : il Figlio dei Capi. Bello. Questa è la prima cosa che NON mi viene da dire. Scherzi a parte, è " 'nu bello guaglione", e anche simpatico, almeno quando non mi rompe le scatole, cioè quasi sempre. E' settorialmente arguto, nel senso che in alcune cose è un genio, in altre lasciamo stare; piuttosto furbo è anche molto intuitivo, a volte ai limiti della preveggenza. Mi è difficile capire quanto ci sia di vero in quello che dice e fa, in quanto lo condisce sempre abbondantemente con una massiccia dose di ironia e una generosa spolverata di sarcasmo. Certo è che è una persona assai particolare, pieno di contraddizioni, almeno apparentemente: timido ma non scontroso; orso ma non taciturno; educato ma non gentile (con me intendo); alto ma non intelligente (ahahah). Su una cosa non ci piove: ha un cuore d'oro, è generoso e fondamentalmente buono.

Lucio : il baristone. Un omone dallo sguardo spiritato, sempre pronto al sorriso e alla "caciara" (per gli stranieri: allegra confusione). Ormai sono decenni che lavora al bar e ne è un po' il simbolo. A volte è un terribile pasticcione, ma lavora come pochi, suda come pochi, e mangia come pochi A bocca aperta. In tre anni l'ho sentito dire cose terribili e visto fare cose tenerissime. E' capace di condannare a morti crudeli le persone che gli tagliano la strada in macchina, ma poi, alla resa dei conti, è veramente incapace di far del male a una mosca. Non sempre capisco quel che dice...oltre al resto, si mangia anche le parole. Altre volte ripete a mitraglia la stessa frase anche per cinque o sei volte di seguito probabilmente per compensare le volte che non si riesce a capirlo! Forse non ha la vocazione del barista, ma sono certa che, qualunque mestiere avesse deciso di fare, lo avrebbe fatto con la stessa forza, tenacia e abilissima pasticcioneria con cui fa questo.

Continua...

8月4日

Superficialmente profondo (con aggiornamento a pié di pagina)

Qualcuno stasera mi ha detto che si può scrivere bene, ma se si scrivono cretinate a che serve questo dono? Poiché si parlava del mio blog, credo che il riferimento ai contenuti dei miei scritti fosse poco velato, ma non ho ritenuto di dover dare spiegazioni a chi ha sentenziato in merito. Lo faccio qui, per chi mi legge con costanza e mi dimostra simpatia. Io mantengo leggerezza nei miei post, non perché difetti completamente di profondità o mi manchino opinioni su argomenti più...pregnanti, ma perché di cronaca, politica, religione, lascio parlare chi più di me è competente. E anche perché mi piace leggere, fra i commenti, qualcuno che mi scrive: "mi hai fatto ridere di cuore", "il tuo blog è come una ventata di allegria". Mi piace portare il sorriso. Quando, parlando fra amici, qualcuno ride delle mie battute, mi sento più contenta perché penso di avere, anche solo per pochi secondi, reso più contento qualcun altro. E sono grata a chi riesce a divertirmi, a stabilire con me una forma di comunicazione che passa attraverso la battuta, l'ironia, lo scambio scherzoso di idee e di opinioni. Forse perché io non rido facilmente; forse perché in fondo al mio cuore c'è sempre un'ombra di malinconia che mi impedisce di godere appieno dei momenti sereni; forse perché la vita non è facile per nessuno... strappare un sorriso può essere un grande regalo per chi riesce a farlo. So che a volte scrivo stupidaggini, amenità poco profonde, episodi di quotidianità che poco possono far riflettere. E che scrivere tutto ciò in un italiano corretto non ne migliora il contenuto. Ma sapere che entrare qui, piuttosto che far aggrottare la fronte, faccia increspare le labbra in un sorriso mi gratifica. Se poi, in fondo, ne nasce anche qualche riflessione, meglio ancora. Ma non è così determinante, non per me. Un buon finesettimana a tutti!


Post scriptum/errata corrige del 6/8/2007 : ieri, ho incontrato il "criticone", quanto mai offeso per il fraintendimento delle sue parole. Riporto più o meno testualmente la sua vibrante autodifesa "E' vero che si parlava del tuo blog, ma la mia affermazione non era affatto riferita ad esso, ma era anzi generica! Quello che hai scritto è una falsità! Andrebbe cancellato (e ha aggiunto: "peccato per i commenti")! Con quel post hai comunque dimostrato che quello che ho affermato genericamente è vero: si possono scrivere bene anche grandi ca..ate!" A questo punto, devo dedurre di aver frainteso quanto da lui detto, e questo mi spiace. Aggiungo che, nonostante ciò, non mi scuso perché: 1) ero in perfetta buona fede! 2) alla fine è riuscito lo stesso a infilare nel discorso una frecciatina velenosa delle sue A bocca aperta 3) sono curiosa di vedere se e quando si deciderà a commentare esponendosi in prima persona come tante volte ha minacciato di fare.
Un buon finesettimana a tutti e anche a lui!

8月1日

Nuove tendenze

Non capisco bene il perché, ma esistono parecchi proverbi che tendono a trasformare in pregi i difetti delle donne. Presumo siano stati inventati da donne che proprio bellissime non erano, ma se una è strabica ha "lo strabismo di Venere"; se ha il labbro superiore ricoperto di una peluria che farebbe invidia alle scimmie antropomorfe de "Il pianeta delle scimmie", ecco che "donna baffuta sempre piaciuta" (ma a CHI?!); se è grassa è formosa, o addirittura "florida" (sì, e California...); se è bassa "nella botte piccola c'è il vino buono" (il mio vino dovrebbe essere buonissimo allora...peccato che tutti si accorgano solo della botte piccola); e poi si sa, per chi ama le volgarità, "donna nana tutta tana". Al tg di Italia 1 (seguìto dall'integerrimo TGCOM), notoriamente serio, politicamente corretto, e per nulla venduto allo scoop facile e al gossip, dopo aver mandato un lungo servizio dedicato alla cellulite delle star, si è addirittura concluso che la cellulite non deve più essere considerata un inestetismo, ma una caratteristica positiva nonché una possibile arma di seduzione (tutti questi maschi stesi a colpi di sedere adiposo e a buccia di arancia...li vorrei proprio vedere!). Insomma, una donna strabica, bassa, grassa, cellulitica e ipertricotica quando non addirittura irsuta, potrebbe essere il nuovo sogno erotico dei maschi di tutto il mondo. E allora, via pinzette e cerette! Basta diete debilitanti e alimentazioni equilibrate! Chi è alta cammini con le ginocchia piegate per sembrare più tappa e chi ha gli occhi dritti si alleni a guardarsi la punta del naso. Io, che non ho la cellulite, studierò un modo per farmela venire, e se ci riesco, magari mi procuro un po' di smagliature, che prima o poi faranno tendenza anche quelle. E provvederò a ingrassare perché, tranne la pancetta (rigorosamente "pancino botticelliano", chiaro??) sono troppo secca. E il primo che mi capita e che mi dirà che la sua donna ideale (esteticamente) è la Chiabotto, o la Colombari, o la Santarelli...potrò sempre rispondere "Beh, sono bassa, chiatta e pelosa, ma almeno le tette non me le sono rifatte, IO!!!