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11月30日 Sillogismi (si fa per dire) e poesia (si fa sempre per dire)Le poesie belle piacciono a pochi, quelle brutte a nessuno, quelle così così a pochissimi.
Nei finesettimana in pochi leggono i blog
In sintesi: questa mia poesia piacerà a pochissimissime persone. P.S. E' senza titolo, io non riesco mai a trovare titoli decenti e quindi non ce li metto. Si accettano suggerimenti.
ed intorno la casa riposa. Che faccio? Per strada c'è un'aria di ghiaccio. E' meglio restare davanti al camino a pensare. Ad immaginarti bambino: i biondi capelli, il verde sorriso, i piccoli gesti ribelli... e sul viso quell'aria distratta e un po' vaga che è ora lo sguardo di chi senza farlo vedere indaga e poi vuole sapere. E ricordarmi bambina compunta e carina con tutti lì intorno a predire un brillante futuro di giorni perfetti e importanti che ora son solo difetti su un muro di sogni e rimpianti... di tempi trascorsi tra dubbi e rimorsi con qualche momento di gioia e sparsa qua e là un po' di noia. Pensare di unire domani il nostro esser stati bambini e i giorni lontani al nostro presente, in confini più ampi di gesti e parole di nuvole e sole; di essere insieme qualcosa che vive per sempre o un momento... un lampo che brilla nel vento un brivido, un sogno. Una rosa. 11月29日 Accademia della CruscaQuesto post ha bisogno di una breve introduzione. Nel mio dialetto, il ciociaro, gamba si dice "zampa", che diventa "samba" nella parlata veloce. L'altro giorno si è svolto il seguente scambio di battute tra mio figlio e suo papà: P.: Lorenzo, stai fermo un momento e smettila di scatenarti! L.: ma papà, che sto facendo? mica è una SAMBA! P.: (non capendo che il figlio si riferiva al ballo sudamericano, e traducendo simultaneamente "samba/zampa/gamba")...ma chi ha parlato della tua GAMBA!? Ti ho detto di stare fermo! E parla in italiano! 11月27日 FantasticheriaGli psicologi dicono che sia liberatorio e chiaro sintomo di desiderio di rinnovamento e di rinascita. Fatto sta che ogni tanto fantastico di essere distesa, in un ambiente pieno di persone di ambo i sessi e l'aria vibra di intense emozioni e reazioni esasperate. Sì, insomma, ogni tanto, immagino il mio funerale, "per vedere se la gente poi piange davvero", come canta Jannacci. Premettendo che mi vorrei far cremare, le versioni sono due, a seconda che mi senta allegra e ottimista o negativa e pessimista. VERSIONE OTTIMISTA VERSIONE PESSIMISTA Rileggendo il tutto, mi viene qualche dubbio su quale sia la versione ottimista e quella pessimista... Un nuovo lookCambio vestito e colori in occasione delle Feste natalizie. Poi, tornerò la vecchia gallina di prima. Che comunque fa sempre buon brodo. 11月26日 Le avventure della piccola Alianorah. Quarta puntata.I genitori si preoccupano sempre per la salute dei figli e anche se mia madre non è mai stata troppo apprensiva nei miei confronti, non deve essere stato piacevole per lei, cambiandomi il pannolino, scoprire che avevo fatto la cacca rosa. La perplessità si trasformò in preoccupazione quando il giorno dopo vide che era di colore azzurrino. E la preoccupazione diventò seria paura quando, il terzo giorno, scoprì che la mia cacchina era di un bel verde erba. Ricorse dunque al dottore, che dopo averla interrogata sulle mie abitudini alimentari, non seppe consigliarle altro, al massimo dello stupore, di tenermi d'occhio attentamente e di vedere come si sarebbe evoluta la storia. Così fui messa sotto stretta sorveglianza e l'indagine diede i suoi risultati il giorno dopo. Fu grande il sollievo di mia madre quando scoprì che, tra un pasto e l'altro, come spuntino, sgranocchiavo i gessi colorati che mi avevano regalato a Natale insieme alla lavagnetta. Quando si dice "farne di tutti i colori"... 11月23日 Accorrete numerosi!Alice mi ha ospitata sul suo blog, su cui ho scritto una fantastica riflessione sulla vita. E pare che dovessi avvertire pure tutti i miei lettori, ma siccome che sono un po' rinco, non l'ho fatto. Accorrete numerosi a leggere il post e pure il blog che merita sicuramente. Così Alice non si pentirà di avermi offerto asilo, perché finora, diciamo che il successo del mio intervento non è stato eclatante! 11月22日 TrialogoProtagonisti: io, la mia amica T., il mio vicino di casa M. T. : tuo figlio a scuola studia inglese o francese? Io : tutte e due le lingue, e fa pure introduzione al latino... T. : mi sembra una buona cosa, si troverà agevolato alle superiori. M. : povero bambino! Lo stai rovinando!!! Io : sì, hai ragione! Pensa...da grande rischia di NON diventare come te! 11月20日 I sogni son desideri?Continuo a fare sogni strani. Ma strani è dir poco. Come alcuni di voi sanno, fino a qualche tempo fa sono stata in analisi. Un'esperienza divertente, tutto sommato. Cioè, non proprio tutto sommato...se sommo tutti i soldi che ho speso, non la trovo più tanto divertente. Però interessante. E poi ho conosciuto una persona molto particolare e a cui voglio un gran bene, il Doc. Egli è un tipo preciso. Molto preciso. In tutto. Direte voi "E che c'azzecca?". Eh, lo scoprirete solo leggendo. Dicevo, il Doc, con cui ora ho rapporti telefonici amichevoli e informali, è preciso in tutto. Pettinatura precisa, vestiti precisi, modo di parlare preciso. E uso questo termine in senso positivo, perché nella sua precisione non c'è nulla di affettato. Lui è così e basta, nature. Tanto che quando ho saputo dai suoi genitori che da piccolo era una peste sono trasecolata, visto che lo avevo immaginato come un pargolo che al posto di un banale "Oh ma', ho sete, dammi da bere" diceva qualcosa tipo "Mamma, ho la gola riarsa. Potresti gentilmente mescermi un bicchiere di acqua refrigerata?". Che poi, questo suo atteggiamento non gli impedisce di essere anche una persona di una spontaneità disarmante. In seduta l'ho visto irritarsi quando ero irritante, annoiarsi quando ero noiosa, commuoversi quando parlavo di mia nonna o di mio figlio e ridere parossisticamente quando facevo la scema. Non ho però quasi mai avuto modo di vederlo nel quotidiano e probabilmente in qualche anfratto del mio inconscio è rimasta la curiosità di sapere se anche lui si scotta la lingua con la minestra troppo calda; se si sbrodola quando sorbisce un cono gelato a luglio; se si sbraga sul letto in mutande quando c'è la canicola di agosto (se mai leggerai questo post, Doc, scusa per questa immagine poco elegante!); se quando è raffreddato sembra un gatto col cimurro come tutti gli esseri umani quando sono raffreddati. Insomma, quest'uomo che davanti a me ha mantenuto il suo aplomb anche con la schiena a pezzi, avrà pure uno spiegazzamento nella camicia da qualche parte! Da qui, credo derivi il mio sogno di qualche notte fa: il Doc girava per beneficienza un film e avendolo saputo io andavo sul set per curiosare. Lui era vestito tipo Giacobazzi (ma con una cravatta meno brutta) di Zelig e aveva in mano un mazzo di rose e foglie di basilico. Si precipitava correndo giù per una discesa e scivolava sul pavè finendo a gambe all'aria. In primo piano zummato (sì, nei miei sogni ci sono anche i primi piani zummati) vedevo che calzava un orrendo paio di sandali in cuoio infradito (quelli con una specie di anello intorno al ditone, per capirci). Tutto faceva parte del copione del film, tanto che poi si rialzava, terminava di girare la scena e, vedendomi, si adirava alquanto e mi apostrofava con un "Cosa ci fai qui!? Questo significa che hai dei problemi e devi tornare in analisi!" e io, trattenendo a stento le risate, rispondevo impassibile "Vuol dire che devo tornare a chiamarti 'dottore' e a darti del 'lei'?". Come sei diventato blogger IIDa blogger esperta quale sono, ho cancellato il mio ultimo post e tutti i relativi commenti. Sono riuscita a recuperarli maldestramente con un copia incolla, e siccome mi avevate detto tante cose belle, vi rispiattello quasi tutto qui , a puro titolo documentario. Abbiate pietà... Premettendo che non mi sento granché una blogger, ma più una che ha voglia di scrivere e di far leggere quello che scrive (come dite? che i blogger sono proprio questo tipo di persone? allora sono una blogger) Captain Charisma e John Doe, all'insaputa l'uno dell'altro, mi coivolgono in un meme a cui partecipo volentieri, pur nella certezza che a ben pochi interesserà sapere la risposta alle domande che lo caratterizzano. Procedo quindi, tentando di essere sintetica. Di più: acrilica (lo so, è vecchia ma a me fa sempre ride!):
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog ? Un giorno una mia amica mi disse: "Ti dò il link del mio Spaces". "E cos'è uno Spaces?" chiesi ignara. "E' un blog" mi fu detto. "E cos'è un blog?" richiesi tonta. Dopo qualche blanda spiegazione, del tipo "E' uno spazio dove puoi scrivere quel che vuoi", ci pensai un po', non troppo e poi mi dissi "Perché no?". E poiché non seppi rispondermi, aprii il blog. Interesante vero? ("interesante" con una ESSE sola, non è un orrore ortografico. Lo uso quando una cosa è di una barba senza fine).
Il tuo primo post Leggete la risposta alla domanda precedente: il mio primo post dice più o meno la stessa cosa, per cui non metto nemmeno il link, perché in questo caso, "repetita scassant".
Il post di cui ti vergogni di più Nessuno. Alcuni mi son venuti male, altri meglio, ma vergognarmi proprio, direi di no.
Il post di cui sei più fiero Nessuno. Non credo
di aver scritto nulla di cui essere fiera in senso proprio. Ci sono cose che ho
scritto con più partecipazione, altre più asettiche, ma in genere sono i post in
cui esprimo emozioni quelli che mi piacciono di più. Anche se in assoluto, sono
i post per cui i miei pochi ma ottimi commentatori mi scrivono che si sono
sbellicati dal ridere quelli che mi rendono più orgogliosa (che è un po' meno di
fiera, ma un po' più di soddisfatta).
Passo il meme ad Ammiragliok, Laura (l'amica colpevole) e Guady. E a chiunque abbia voglia di farlo. Una catena potrebbe salvarmi dalla mancanza di ispirazione....
11月15日 L'educazione innanzitutto...A mia madre non piace questo Papa; ed è pure un po' sorda. L'altro giorno se ne girava per casa imitando il Pontefice e dicendo tra sé e sé "I cciofani, la cciustizzia, la reliccione...". Mio figlio l'ha captata e ha esclamato "Ratzinger!". Lei ha capito "Grazie!" (va' a sapere per cosa...) e senza esitare ha risposto "Prego!". Eppure c'è chi ci considera persone normali... 11月12日 Tre storieNel periodo in cui il mio matrimonio entrò in crisi, frequentavo tre amiche (che, in esubero di originalità, chiamerò Tizia, Caia e Sempronia), che tra loro non si conoscevano se non di nome. Ognuna di esse, a sua volta sposata, aveva grossi problemi coniugali, e tutte e tre, forse rispecchiandosi nella mia situazione, me ne parlarono apertamente, sottolineando come con me fosse facile aprirsi perchè so ascoltare e non giudico. Tizia stava con suo marito da una decina di anni. Mi disse di avere avuto una relazione con un uomo per circa un anno e di non essermene riuscita a parlare prima perché non voleva ammettere che il suo matrimonio era agli sgoccioli. Dopo questa storia, ne ebbe un'altra, di cui mi parlò qualche mese dopo averla iniziata. Quando conobbi Caia, anche lei con un matrimonio decennale al suo attivo, tradiva da poco il marito con un serio professionista che conosceva da sempre. Sempronia era la persona che conoscevo da più tempo: era profondamente infelice, non amava più il suo compagno ma non aveva altri uomini (penso più per mancanza di occasioni che per effettiva volontà). Con ognuna di queste persone c'erano confidenze: ci riconoscevamo l'una nell'altra ma, mentre io avevo la possibilità di parlare con ognuna delle tre, loro vedevano in me la loro unica referente. Fu così che per i loro tre mariti io divenni il Male. Il compagno di Tizia, dopo che si furono separati, mi accusò di essermi innamorata di lei e di cercare di portargliela via per poterla avere tutta per me; e che in attesa di conquistarla andavo con tutti gli uomini che mi capitavano a tiro. Mi disse,anzi, da bravo cuor di leone, mi fece dire che mi teneva d'occhio, e che tutti sapevano quel che combinavo: io rimasi tranquilla, facendo mio l'adagio manzoniano "omnia munda mundis". Il tempo mi ha dato ragione: non solo sono single da quando mi sono separata (quattro anni e mezzo, sob) ma sono talmente al centro dell'attenzione che al paese dove vivo molte persone non sanno nemmeno che io e mio marito non stiamo più insieme...anzi, ora che ci penso qualcuno non saprà nemmeno che mi ero sposata! :-) Il marito di Caia disse che ero una poco di buono che cercava di trascinare la sua santa moglie sulla strada della perdizione. Il marito di Sempronia si limitò a cacciarmi di casa dicendo che ero un'impicciona intrigante. Come ho già detto, Tizia si separò dal marito. Non si mise mai con me (ma che strano, forse perché ad entrambe piacciono gli uomini?) ma ha avuto altre storie. Mi ha sempre difesa da ogni "accusa" anche se per qualche tempo mi sono sentita un po' in difficoltà perché quel galantuomo del marito aveva raccontato le sue favole anche ai genitori di lei. Ci frequentiamo ancora regolarmente. Dopo qualche tempo lui ha ammesso di aver sputato veleno solo per rabbia e che prima o poi mi chiederà scusa. Per me può farne anche a meno, non ho rancori ma meno lo vedo meglio sto. Caia disse a suo marito che lei non lo aveva mai tradito ma se era cambiata nei suoi confronti sì, la colpa di tutto era mia. Me lo raccontò di nascosto, chiedendomi scusa per questa menzogna e dicendomi che l'aveva detta per disperazione, che era più facile scaricare le colpe su di me e che non poteva più telefonarmi perché lui la sorvegliava. Nel frattempo intrecciò una nuova relazione con un altro tipo, durata pochi mesi. La sento un paio di volte all'anno, e solo perché è lei a cercarmi: il suo matrimonio è sopravvissuto, il termine è esatto, nonostante il marito l'abbia letteralmente perseguitata per anni con i suoi sospetti. Ora lei sembra essersi rassegnata ed è persin contenta di avere mantenuto intatta la sua facciata di donna dedita alla famiglia. Non ama più il marito, a tratti ha paura di lui, ma la vigliaccheria ha vinto su tutto. Sempronia anche mi escluse dalla sua vita, con la scusa che la casa dove vivevano era del marito e che lei non poteva ricevere persone che non gli erano gradite. Dopo qualche anno di vita da "separati in casa" lei è tornata a vive coi suoi, lui si è tenuto la sua casa e ora aspetta un figlio dalla sua nuova compagna, a sua volta separata. Questa storia potrebbe concludersi con l'enunciazione di più "morali". A voi la scelta di quale possa essere la più attinente. Poi vi dirò gli insegnamenti che ne ho tratto io, se vorrete. 11月9日 Tanto va la gatta al lardo...Sono dell'opinione, credo diffusa, che le lezioni più grandi, quelle che ci insegnano a crescere, cambiare e, perché no, migliorare, non sono quelle che ci vengono impartite a scuola. Sono le esperienze fatte che ci aiutano a capire cosa per ognuno di noi sia più giusto, piacevole, utile, e viceversa. La vita comincia a istruirci in tal senso fin dal momento in cui veniamo al mondo; le lezioni diventano frequentissime durante l'infanzia e l'adolescenza e continuano periodicamente per il resto della nostra esistenza. Ma si sa, sono i bambini quelli più ricettivi, i più capaci di appredere velocemente e in modo fruttuoso, e raramente capiterà loro di scivolare due volte sulla stessa buccia di banana. A differenza degli adulti che spesso sbattono il sedere più e più volte sullo stesso inciampo, prima di capire che è il caso di cambiare strada o metodi. A tal proposito, mi ricordo di una scenetta di cui fui spettatrice non vista quando mio figlio aveva circa tre anni. Lorenzo adorava una macchina di plastica (di quelle "cavalcabili") su cui si sedeva e con cui, spingendosi coi piedi, sfrecciava per le stanze di casa. Un giorno lo vidi a cavalcioni del giocattolo, intento a sperimentare un nuovo gioco: si faceva scivolare lentamente giù dalla macchina per ritrovarsi steso per terra. Si lasciò andare una, due, tre volte...cadi che ti ricadi, a un certo punto si diede una spinta troppo forte, con un impeto troppo veemente e diede una sonora zuccata (per fortuna attutita dal tappeto) sul pavimento. Non emise un lamento, non fece una smorfia. Si rialzò, impassibile, e si rimise sul sedile. Dopo qualche secondo si grattò la zucca nel punto dell'impatto e borbottò tra sé "Stavolta mi sono fatto VERAMENTE male!". E cambiò gioco. 11月8日 Oltre il danno...Una settimana fa il mio ex marito, G., è stato posto in cassa integrazione. Si dice, e sono più che semplici voci, che a gennaio prossimo la fabbrica dove lavora(va) dichiarerà fallimento e tutti i dipendenti entreranno in mobilità. Oramai in Italia è la prassi: o sei disoccupato, o sei precario, o sei in mobilità. Certo perdere il lavoro a 44 anni non è uno scherzo, soprattutto quando è certo che la fabbrica che chiude per "fallimento" di lavoro ne avrebbe avuto anche troppo, ma, per cause non ben definite, il titolare di questa come di altre facenti capo a lui, ha deciso di farle chiudere tutte: ha fatto andare in malora i macchinari, ha abbassato il livello qualitativo, ha comprato materiali scadenti, ha rifiutato le commesse e pian piano sta sfasciando tutto (quella di cui parlo è la quarta fabbrica in un anno che "fallisce"). Da sottolineare che per decenni questo galantuomo (e suo padre prima di lui) ha periodicamente chiuso le attività per riaprirle con diversa ragione sociale per poter ottenere gli opportuni sovvenzionamenti pubblici, terminati i quali ha deciso di porre fine al gioco e di mettere una definitiva pietra (tombale) su decine di persone che fra un mese andranno ad ingrossare le fila già pingui dei disoccupati. E così, dopo anni di tira e molla in un ambiente in cui la mano destra ignorava le azioni della sinistra e in cui l'incompetenza dei "capi" (a partire dai capireparto per finire ai dirigenti) regnava sovrana, si è giunti all'ultimo atto della farsa. Nell'azienda in cui lavora(va) G., sono rimasti, per ora, cinque o sei operai, specializzati, e un paio di impiegati, incaricati di portare a termine gli ultimi lavori e destinati anche loro, così sembra sicuro, a fare fagotto entro l'anno. Oggi, G. ha ricevuto una telefonata: un operaio superstite, riciclato da qualche altro reparto e incaricato di svolgere in questo ultimo periodo il lavoro che prima competeva a G. stesso, gli ha chiesto aiuto perché non sapeva cosa doveva fare. "Se fosse per fare un piacere a te, te lo direi pure" ha risposto G. "ma visto il trattamento che ci hanno riservato, vallo a chiedere al caposquadra e agli altri capoccia, come devi fare il lavoro! E mandali aff....lo da parte mia!". Pare che queste persone, per farsi le punture, non abbiano bisogno di calarsi i pantaloni: gliele fanno direttamente in faccia. E anche queste, penso siano più che semplici voci. 11月5日 Ridiamoci suLo so che gli "stupidari" vanno di moda e che, insieme ai meme (che però stanno via via estinguendosi, per fortuna, insieme al panda gigante e all'orso marsicano, purtroppo) sono quanto di più inflazionato esista, in rete e non, ma sono del parere che molte frasi e parole storpiate siano diventate figlie (o madri) di leggende metropolitane. Quelle che vi vado a riportare sono invece genuine, garantite iso 9000, perché sentite con i miei propri occhi...o viste con le mie orecchie, che, data l'ora, fa lo stesso (tra parentesi riporterò la "traduzione", anche se nella maggior parte dei casi è facilmente intuibile): Genere: "il Dr. House mi fa una pippa": L'altro giorno ho avuto una conica (colica) renale [chissà se aveva i calcoli cubici?] Ho fatto le analisi e il dottore ha detto che ho la diabete melina (il diabete mellito) [il diabete al femminile è retaggio dialettale, ma la melina era perché la glicemia stava ottenendo un risultato soddisfacente?] Mi faceva male l'orecchio e sono andata dall'uditino (otorino) che mi ha detto che ho l'udito (otite) [non c'è dubbio che questa persona non ci sentiva bene!] Sto prendendo gli antibiotici perché ho preso il filo di cocco (stafilococco) [si tratterà di qualche filo esotico ottenuto dal legno di palma...]
Genere: "miscellanea": La televisione ha detto che sta arrivando una forte masturbazione (perturbazione) [prepariamoci ad un predicozzo di Papa Ratzinger] Questo fiume è davvero inclinato (inquinato) [e se non lo fosse, come arriverebbe al mare?] E' tornato come il figliol prodigio (prodigo) [simsalabim] (mio figlio, cantando dopo la dottrina): "Oh salta, oh salta, oh salta nell'alto dei Cieli" (Osanna ecc.) [e certo che per arrivarci, così in alto, qualche saltino bisogna pur farlo!] (sentito in un documentario in tv): I pinguini non riescono a trasmettere le proprie esperienze ai postumi (posteri) [dell'influenza?]
Genere: "non ho parole": (osservando il
cognato da poco deceduto): Ha un'espressione serena...molto serena...più serena
di così si muore! [...] |
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