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日志


1月30日

L'appuntamento

Lui e lei sono al terzo appuntamento. La prima volta hanno preso un aperitivo al tavolino di un bar del centro. La seconda volta si sono visti dopo cena e sono andati al cinema. Stasera, prima cena insieme e...il dopocena è aperto a varie possibilità. Meglio prepararsi a dovere.

I preparativi di lei:

Il giorno prima è stata dall'estetista: ceretta inguine e gambe, maschera esfoliante per il viso, baffetti e sopracciglia, pedicure e manicure. Un salasso. I capelli...dunque le mèches risalgono a 15 giorni prima, possono ancora andare. La messimpiega se la farà da sola, perché così lui non crederà che lei ha perso troppo tempo a prepararsi. Il giorno dell'incontro si fa dare due ore di ferie dal lavoro...deve essere perfetta, ma lui non deve accorgersi che la sua perfezione non è naturale, ma frutto di una lunga seduta preparatoria. Appena a casa dall'ufficio, bagno rilassante. Nella vasca va a finire di tutto: olio essenziale di arancio (calma l'ansia); di lemongrass (elimina la stanchezza); di ylang (favorisce l'autocontrollo ma nel contempo è afrodisiaco). Al termine del bagno è talmente oliata che potrebbe impanarsi nel talco e friggersi in padella, ma il risultato finale è una pella morbida che profuma di macedonia. Lui non potrà resistere.

Avvolta in un morbido accappatoio di spugna naturale, staziona per mezzora davanti al cassetto della biancheria intima: nera è troppo aggressiva; bianca troppo virginale; rossa fa tanto capodanno...ecco, è il momento giusto per indossare quel delizioso completino rosa cipria che l'amica del cuore le ha regalato, ammiccando, per Natale. Le calze...oddio, il collant è comodo ma così poco sexy...del resto il reggicalze è troppo sfacciato, al limite della volgarità, quindi non si scappa: le autoreggenti sono il giusto compromesso. Velate, lucide, con quel bordo in pizzo elasticizzato. Lui non potrà resistere.

Risolto il problema biancheria intima, è tempo del lavacro della chioma. Lunga e fluente o corta e sbarazzina, richiede attenzione e cura. Shampo neutro, balsamo nutriente, crema lucidante, gocce rinforzanti, spuma modellante, gel strutturante. Pettini, spazzole, piastra lisciante con cristalli di ametista, arricciacapelli...Orlando il parrucchiere delle dive diventerebbe verde per l'invidia davanti a quell'ambaradam di attrezzatura ultraprofessional. Perché lei vale! Il risultato è sempre deludente, chiaro. Una testa a carciofo o a cespo d'insalata è il minimo che si possa ottenere quando ci si mette troppo impegno per cui, quasi sempre, lei deciderà di rilavare i capelli e di asciugarli con il diffusore o, meglio ancora al sole, se il tempo permette. L'effetto naturale è sempre il migliore, si consolerà. Lui non potrà resistere.

Segue la scelta dell'abito che sarà semplice ma elegante; stiloso con classe; pratico ma femminile. Insomma, l'abito che non esiste. Escluso il pantalone, si opterà per il vestitino che segue le curve senza strizzarle e che scopre il ginocchio ma non la coscia. O la camicia vedo non vedo fluttuante su una gonna zingaresca con generoso spacco laterale. Insomma quelle cose che non si mettono mai e poi si decide di mettere proprio quando meno servirebbero. Le scarpe sono belle e scomode, ma come diceva sua nonna "chi bella vuole apparire un po' deve soffrire". E lei soffre, con quelle scarpine strette e alte, ma si immagina già, come in un flashback del futuro: bellissima, misteriosa, irresistibilmente fatale e contemporaneamente acqua e sapone. Avrà lo sguardo puro e seducente, il vento tra i capelli e un profumo inebriante. Lui non potrà resisterle.

La fase finale riguarda il trucco: anche qui, un'ora per avere un aspetto quanto più naturale possibile. Natasha Stefanenko docet. Crema idratante effetto lifting; fondotinta chiaro; cipria trasparente; copriocchiaie color sabbia dei tropici; un velo di fard luminoso che sottolinea gli zigomi; un filo di eyeliner che rende profondo lo sguardo; tre nuances di ombretto nei toni del beige e rosa pesca; il mascara trasparente, quello che allungacurvainfoltiscesfamadissetaeconcima le ciglia. Due gocce di profumo...tre...no due. Se ne lava via un po': meglio non esagerare. Un lipgloss trasparente alla fragola, quello che si usa a sedici anni. Beh, lei ne ha 30 suonati, ma che ci fa? E giovane dentro e lui non potrà resisterle.

Terminato il lavoro di preparazione, si guarda allo specchio e le viene un groppo alla gola: si vede un disastro, tutta da rifare. Non si piace.

Mancano ancora tre quarti d'ora all'appuntamento e lei è pronta da dieci minuti. Si siede in pizzo al divano ad aspettare che suoni il campanello attenta a non sgualcire i vestiti; non mangia, non beve, non fuma per non sciupare il trucco; non muove la testa per non far crollare i capelli... sfoglia distrattamente una rivista; fa zapping svogliato. Un pensiero fugace ed emozionante le sfiora la mente per la prima volta in modo consapevole: stasera si tromba?

I preparativi di lui:

Torna a casa dal lavoro alla solita ora. Va in bagno, si spoglia, si cambia mutande e calzini. Si annusa rapidamente le ascelle...dunque...si è fatto la doccia due giorni prima, può ancora andare. Una salviettina umidificata per rinfrescarsi rapidamente, una spruzzata di Axe. La barba è un po' cresciuta, ma fa tanto uomo vero, e poi...che stanchezza, non ha proprio voglia di radersi. I denti se li è lavati la mattina; forse è il caso di dare un colpo di spazzolino và. Se non sono troppo stropicciati si rimette i vestiti portati durante il giorno, altrimenti fa lo sforzo di cambiarsi almeno la camicia, tanto domani porta quella sporca da mammà, che ci pensa lei a lavare e stirare. Una sciacquata rapida al viso e con le mani umide si pettina i capelli. Si guarda allo specchio. Si piace.

Mancano ancora tre quarti d'ora all'appuntamento, ma lui sente un languore allo stomaco che non ammette repliche. Si fa un panino col salame, apre una mezza birra e nell'attesa dell'ora X si vede un po' di sport su Sky. Un pensiero insistente si affaccia alla sua mente: stasera si tromba!!!

1月29日

D eci e lode: un applauso a me! :-)

premio10elodethumbnail4kr3 Non so quanto sia meritata, ma Pibua ha una grande stima della sottoscritta, e dopo avermi nominata tra i "Thinking blog awards", mi premia con un bel "D eci e lode" con la seguente motivazione:

Per l’ironia con cui affronta ogni avvenimento della vita senza mai essere superficiale.

Io forse sarò un cuore semplice, ma queste cose mi danno soddisfazione più di una cena a lume di candela con George Clooney (povero George, ci rimarrà malissimo). Ringrazio la cara Stefania perché ha colto con sintesi e precisione il mio intento: quello di far sorridere con un pizzico di riflessione.

Per chi volesse partecipare a questa iniziativa, elenco qui di seguito le regole:

1) Esporre il logo del “Premio D eci e lode” con la motivazione per cui si è ricevuto;
2) linkare il
blog di chi ti ha assegnato il premio;
3) lasciare un link al
post originario
4) inserire il regolamento;
5) premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Dal canto mio premio:

FREE YOUR MIND: perché Fulvia è costante, sintetica, profonda, ironica e intelligente. E non scade mai nel facile sensazionalismo e nella volgarità. Una rarità.


1月28日

Autostima

La modestia è una virtù che non appartiene ai bambini.

In un momento di sconforto personale mi sfogo:

Io: ah, che vita inutile la mia! Se non fossi nata sarebbe meglio!

Lollo: ma mamma, che dici! Ma quale vita inutile! Se tu non fossi nata, non ci sarei IO!

1月24日

Le avventure della piccola Alianorah. Quinta puntata.

Per tutti quelli che mi vedono come una tipa gentile, aggraziata e buona (che sono poi quelli che non mi conoscono di persona), sappiatelo: a 12 anni ho rotto il naso ad un mio compagno di scuola. Lui, M., era sempre stato un tipo tranquillo, mai nessuna questione. Quel giorno, durante la ricreazione, si era messo a fare il pazzo in aula, zigzagando tra oggetti animati e inanimati, ed era andato ad incocciare nel mio banco, rovesciandolo e spargendone a terra il contenuto. In fondo io cosa gli chiedevo? Di raccogliere i miei libri e quaderni sparpagliati qua e là.  Ecco, se lo avesse fatto non sarebbe successo niente, ma lui mi rise in faccia e mi disse che mai e poi mai avrebbe acconsentito. Io avevo casualmente in mano il libro di francese ("ça c'est la France", s'intitolava) e glielo lanciai addosso. Non mirai al viso, ma si sa, la Francia è grande, e una parte andò a colpirgli la radice del naso, il che non sarebbe nemmeno stato grave se non avesse portato gli occhiali. Ecco qua, frittata fatta. Lui fu portato al pronto soccorso, io dalla preside, mentre i miei più affezionati compagni di scuola ridacchiavano e prospettavano una mia prossima futura sospensione. Io piangevo di rimorso e di paura, ma davanti alla preside feci un sospirone e balbettai "Vuole che le racconti come sono andate le cose?" Quella mi guardò, fece un sorriso e disse "So già tutto, puoi andare". Non presi nemmeno una nota, forse perché non avevo precedenti. Nel pomeriggio mia mamma mi portò a chiedere scusa alla vittima con tanto di regalo che lui snobbò bellamente, quasi orgoglioso del punto che gli avevano dato sul naso. Per fortuna non era vendicativo né rancoroso. Né lui né i genitori. Non ci furono strascichi di nessun tipo e lui ora è sposato con una bionda bonazza decisamente più bella di lui.

Morali:

1) mai cedere agli impulsi violenti: a volte le conseguenze vanno ben al di là delle intenzioni;

2) mai ridere in faccia ad una donna: non si sa quale potrebbe essere la sua reazione;

3) non fidarsi delle apparenze: le biondine magre e con gli occhi azzurri a volte nascondono animi ribelli

4) la Francia può essere più antipatica e dannosa di quel che sembra;

5) una cicatrice sul naso può aiutare gli uomini a conquistare una bionda bonazza (questo non è proprio certo, ma mi fa piacere pensarlo).

Chissà alle donne cosa ci vorrebbe per acchiappare un bonazzo, anche non biondo.


1月22日

Du iu spik inglisc'?

La mia mamma mi racconta che negli anni '50 andava in TV la pubblicità del dentifricio Colgate, appena arrivato dagli Stati Uniti. Un coretto cantava "Colgate si scrive, ma Còlgheit si legge, il buon dentifricio che i denti protegge". Inutile dire che l'italico popolo continuò a chiamarlo Colgàte, che fa rima con Carugàte, cretinàte, oràte e migliaia di altre genuine italiche parole. Tanto che anche la pubblicità si adattò poi e il dentifricio divenne per tutti (e a tutt'oggi), Colgàte.  Un po' come Mandràke che qui da noi non è mai diventato Mandréik. Un po' come mia mamma che continua a dire "ollivood" e "neviorc". Non c'è stato verso, la pronuncia di alcune parole ci è sempre stata ostica. Almeno fino alla mia generazione. Ma le cose cambiano.

Infatti l'altro giorno il mio pargolo arriva e mi domanda "Mamma, i denti me li lavo con i dentifricio per bambini o con il COLGHEIT?". E non ha mai sentito la canzoncina della pubblicità degli anni '50.


O.T. Se volete leggere qualcosa di più serio ma sempre di mia produzione, vi invito sul blog di Alice che ospita un mio post. Ringrazio ancora la cara Alice per questa nuova, temeraria prova di coraggio estremo.

1月19日

La qualità innanzitutto

Ormai gli sceneggiatori delle fiction italiane sono in tutto e per tutto a livello di quelli delle soap U.S.A, come dimostra il sublime film per la TV "Io ti assolvo" andato in onda tre giorni fa su Canale 5. Questo mirabile prodotto vede come protagonista l'ottimo Gabriel Garko che inizialmente non voleva accettare il ruolo perché "troppo bello per fare il prete" (ma non abbastanza modesto per fare l'attore) ma che poi è rimasto affascinato dalla storia e probabilmente dal compenso. Presentando l'opera d'arte a Striscia la notizia, ha anche affermato che avrebbe dato un bacio a tutte le donne a cui non fosse piaciuta. Aspetto istruzioni per ricevere il risarcimento promesso dal bel Garko, che non mi fa proprio impazzire, ma in tempo di carestia va bene tutto.

A riprova della somma preparazione degli autori e della coerenza logico strutturale dei dialoghi, ne riporto uno qui sotto.

Interno notte, canonica. Fuori infuria un temporale (OGNI NOTTE infuriava un temporale, che cippa di paese). Il prete sente un vociare concitato nella stanza accanto. Sono la perpetua e suo figlio che discutono. Il ragazzo fugge prima che il prete irrompa nella stanza e la perpetua rimane sola. Entra il prete:

Prete: ho sentito delle voci...

Perpetua: c'è temporale. Sarà stata la finestra.

Dopo "La casa dalle finestre che ridono" abbiamo "La canonica dalle finestre che parlano (ma solo se piove). E come capisco questa situazione! Qui, appena cadono due gocce d'acqua, la logorroica portafinestra della cucina di casa mia recita come minimo un monologo di Shakespeare e non mi fa dormire. Che palle!

1月15日

Ritornare a sorridere

Pibua e Artemisia segnalano un'iniziativa di Comicomix per la lotta al neuroblastoma un tumore infantile che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare. Tutti i navigatori e in particolare chi ha un blog, può aderire a questa iniziativa, chiamata "Un sorriso lungo un anno" e scrivere un post dedicato al tema del sorriso. In seguito può segnalare il post a questo indirizzo di posta elettronica indicando nome del blog e link al post. Per ogni post segnalato, Comicomix donerà due euro alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma (qui l'elenco dei post segnalati).

 

Un giorno, un mio amico che attraversava un momento molto difficile della sua vita, mi disse: "Sto davvero male, vivo attimi di profonda disperazione da cui mi sembra di non potere uscire...ho paura che non riuscirò mai a tornare a sorridere". Queste poche parole mi hanno ispirato questa piccola favola che dedico a lui e a tutti quelli che non riescono a ritrovare il sorriso.

Quando Bob si alzò, quella mattina, ebbe subito l'impressione di aver perso qualcosa. Si guardò intorno, ma in casa non sembrava mancare nulla: le chiavi della macchina erano sul tavolino d'ingresso, l'orologio che toglieva ogni sera prima di andare a dormire era sul comò...tutto in ordine, come sempre. Andò in bagno e si osservò allo specchio: anche la sua faccia era quella di sempre, eppure...guardò meglio. Le sue labbra avevano qualcosa che non andava, gli angoli puntavano in giù con insolita decisione. Provò a stirarle, a rialzare quegli angoli, si aiutò persino con le dita, ma non ci fu verso: la bocca manteneva un'espressione decisamente imbronciata e allora capì. Aveva perso il sorriso. Si mise a cercarlo dovunque in casa: nei cassetti, negli armadi, sotto il letto, nelle tasche delle giacche e dei paltò; guardò nello sgabuzzino, nel frigorifero e nel forno. Diede un'occhiata persino al bidone della spazzatura, casomai lo avesse buttato per sbaglio, ma del suo sorriso non c'era traccia. Allora telefonò agli amici, per chiedere se l'avesse lasciato per sbaglio a casa di qualcuno di loro, ma tutti diedero risposta negativa. Un'amica gli disse "Veramente è un po' che non te lo vedo addosso, ma pensavo lo sapessi!". Dunque non era una perdita recente, e lui nemmeno se ne era accorto! Preoccupato, Bob uscì di casa e andò al Centro Commerciale: chiese del reparto sorrisi, ma gli fu risposto che ormai non ne compravano più perché erano diventata merce rarissima e costavano troppo. Gli consigliarono di diffidare degli spacciatori di sorrisi che da un po' affollavano le strade e si accalcavano anche all'uscita delle scuole: spesso vendevano a caro prezzo sorrisi artificiali che portavano solo altri problemi. Bob si recò allora al mercatino dell'usato, ma trovò su una bancarella solo un paio di sorrisi stiracchiati che mal si adattavano alla sua bocca. Scoraggiato tornò a casa e si distese sul letto. Chiuse gli occhi, pensando al suo sorriso perduto, e si sentì prendere dalla disperazione. Poi, provò a rilassarsi, e diversamente da quanto faceva di solito, cercò di allontanare i pensieri tristi e di richiamare alla mente tutto ciò che di bello c'era o c'era stato nella sua vita: ripensò alle carezze di sua madre; agli affettuosi rimbrotti di suo padre; agli amici; al primo amore; alle gite scolastiche; al mare d'inverno; ai mercati orientali; pensò al suo lavoro, difficile ma pieno di soddisfazioni; al suo film preferito; all'ultimo libro che lo aveva emozionato; pensò alla donna che amava; al suo migliore amico; a tutti quelli che negli ultimi mesi gli avevano regalato il proprio sorriso senza pretendere nulla in cambio. D'improvviso sentì una sensazione di solletico alla bocca dello stomaco, che salì nel petto, verso la gola, affiorò sulle labbra che lentamente si piegarono e volsero gli angoli finalmente all'insù. Eccolo! Lo aveva ritrovato, il suo sorriso perduto! Lo aveva cercato ovunque, e infine lo aveva trovato nell'unico luogo in cui poteva essersi nascosto: dentro di lui.





1月12日

Insulting Day

In questi giorni parecchi (?) blog hanno invitato i loro lurkers (lettori che non commentano) a venire allo scoperto e a lasciare un commento contravvenendo alle loro abitudini. Viene celebrato in questo modo il Delurking Day, iniziativa malefica a cui non ho aderito in quanto sono abbastanza consapevole di quanti lettori ha il mio blog, e so pure quali sono quelli che non commentano mai o quasi mai. Uno di questi è il creatore di un'altra iniziativa, l'Insulting Day. Il perverso ideatore di questa celebrazione è John Doe, mio affezionato (si fa per dire) lettore ma stitico (parola questa che gli è paticolarmente nemica) commentatore, odiando lui gli Spaces così, per partito preso. E ricordandogli la promessa che mi ha fatto, lancio l'Insulting Day. Terrò questo post per tre giorni TRE, acciocché nessuno abbia a dire che tanto nei finesettimana nessuno si fila i blog, e chiedo a TUTTI quelli che leggeranno queste mie parole di lasciare un insulto libero, sulla mia persona, sui contenuti del mio post, su tutto quello che volete. Un unico veto, del tutto personale: astenersi bestemmie, che mi fanno azzeccare la nervatura.

Uno, due, tre....VIA!

1月10日

No...sì...boh!

Me ne sto spaparanzata in poltrona a guardare la tv quando entra mio figlio.

Lollo: mamma, ma se io prendo sufficiente ad "artistica", tu ti arrabbi?

Alianorah: (penso velocemente: dunque, sufficiente non è un gran voto, ma del resto Lollo a disegno è una schiappa, quindi sufficiente va bene...e comunque non è un materia fondamentale e suvvia...non si può mica brillare in tutto...quindi la risposta giusta è:) No, no, non mi arrabbio

L.: (delusissimo) Ma come non ti arrabbi!

A.: (azz, ho sbagliato risposta! Ma perché è sbagliata? Non lo so, ma sicuramente la risposta giusta è:) Sì, sì, mi arrabbio

L.: (tristissimo) Ah ecco, lo sapevo! Mannaggia!


La prossima volta chiedo l'aiuto del pubblico.

1月8日

La Sensale

Il 31 dicembre, nel pomeriggio, la nonna materna del Figlio del Capo, altresì detta la Mamma della Capa, è passata al bar dove lavoro. Assente il nipote causa influenza, si è messa a chiacchierare un po' con me, ridendo di gusto ad ogni scemenza che dicevo (e son soddisfazioni, ammettiamolo) e dicendo ripetutamente che stavo proprio facendole passare un ultimo dell'anno divertente (povera...in genere come li passa i San Silvestro?). Insomma, io le raccontavo tutte le perfidie del nipote, lei mi difendeva, si stupiva che quel ragazzo che non parla mai con me parlava e scherzava pure, e ogni tanto si faceva una bella risata ripetendo "Ah, stasera mi stai proprio facendo divertire". Non so come, né perché, si è venute a parlare della mia situazione sentimentale. Lei sa che sono separata, e single, e pensavo non fosse una cosa grave aggiungere una cosa tipo "Del resto, con la vita che faccio, non è facile incontrare nuove persone". Subito, la N.d.F.d.C assume un'espressione guardinga, abbassa la voce e mi sussurra: "Mia figlia e il marito si sono innamorati dietro il bancone del bar, lavorando insieme...". Ehm... "Ma sai (le dò del tu perché me lo ha chiesto espressamente, ché quando la chiamavo signora e le davo del lei si imbarazzava), loro erano giovani...può capitare eh? Ma mica è facile...". E lei, saltando di palo in frasca "Ma mio nipote non è proprio stato affascinato dai tuoi occhioni blu?" Ehm... "Veramente no, è abituato a vedere degli occhi più belli, perché è cresciuto con te" (miserevole tentativo di sfuggire con le lusinghe alla trappolina). Ma la Nonna non cedeva, finché non le ho detto "Eh, ma cara N.d.F.d.C! Tuo nipote è giovane! Io ormai ho raggiunto la pace dei sensi!". Altra risata, ma almeno non ha proseguito.

Qualche sera dopo, il giovanotto, tornato malconcio al posto di lavoro, mi ha accusata di avergli attaccato l'influenza (che io non ho avuto). Un cliente impiccione ha chiesto come mai e io: "Beh, sai, ci siamo baciati appassionatamente i giorni scorsi, e insieme ai baci ci siamo scambiati anche i bacilli". Il cretino ci ha creduto, e con gli occhi sgranati chiedeva come, e quando, e cosa...Il F.d.C taceva, rassegnato. Quando il cliente se n'è andato, gli ho spiegato che tanto, la gente crede che ci sia l'inciucio e forse confermarlo li convincerà che non è vero. Poi gli ho anche raccontato del tentativo che sua Nonna aveva fatto per "sistemarlo" con me. Insomma, sono andata un po' a ruota libera. Ad un certo punto, vedendolo prostrato, gli ho chiesto preoccupata "Ma tu non stai bene vero? Cos'hai? Male alle ossa, tosse, mal di gola?" E lui, lapidario: "Sì, tutto questo, e da dieci minuti anche mal di testa".

1月7日

Onore e onere

thinkingblogger.thumbnail Ed ecco l'ennesimo meme a cui sono chiamata a rispondere, questa volta con un certo orgoglio in quanto Pibua ha annoverato il mio blog tra quelli che "fanno pensare". Raccolgo il testimone e, premettendo che tutti i blog che si trovano nel mio blogroll meriterebbero di essere nominati, passo la parola a Lune, Fabrizio e Salpetti. Sono tre giovani blogger (che non amano i meme, ma penso che stavolta perdoneranno la mia trasgressione alla loro volontà) che hanno sicuramente molto da dire, e lo sanno dire bene, con serietà e quel pizzico di leggerezza che non guasta mai. Non posso fare a meno di inserire Alice, che con il suo blog tenero e inca..ato fa...un po' intenerire e un po' inca..are. E ultimo ma non ultimo, il mio caro AmmiraglioK, che oltre ad avere il grande merito di essere un mio estimatore, scrive cum grano salis ed è un mago nel raccontare con ironia e arguzia i piccoli e grandi eventi che attraversano il nostro tempo.

Per chi vorrà raccogliere questo meme, elenco, copiando pari pari dal blog della succitata Pibua, le semplici regole da seguire.

1. Partecipare se si è stati nominati.
2. Lasciare un link al
post originario inglese
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.
4. Indicare i blog che hanno la “capacità” di farti pensare.




1月4日

Tutto si spiega

Qualche sera fa, uscendo dal bar dopo il lavoro, ho incontrato Tiziana, una simpatica ragazza amica di una mia amica, con cui talvolta mi sono trovata a scambiare quattro chiacchiere. Andava al cinema a vedere non so che film, e io, che non mi tengo un cecio in bocca, ho detto: "Mah, io al cinema non vado quasi mai...comunque non butterei mai 7 euro per vedere quella cagata di film con De Sica". E Tiziana, imperturbabile: "Io li ho spesi ieri 7 euro per vedere la cagata che tu dici". Figura 'e mmerda, direbbero a Napoli.

Oggi alla sala da tè è venuta con due amiche a bere una tisana. Siccome sono ciarliera e mi piace impicciarmi dei fatti degli altri, le ho chiesto come aveva trascorso il Capodanno. "Molto bene, ci siamo divertiti, e tu?". "Mah, diciamo in modo abbastanza schifoso...la mia ospite era di malumore, io ero di malumore, tutti che giocavano a tombola, mentre mandavo e ricevevo messaggini strambi...non mi sono divertita per niente. Mi sembrava di essere in un film di...chessò, Ken Russel, o Almodòvar,  ecc ecc" (insomma tutte le cose che ho scritto nel post precedente e che non sto a ripetervi in dettaglio). Ho concluso con "Non capisco se sono io a vedere strane le situazioni in cui mi ritrovo, oppure sono proprio strane di per sé e mi capitano per chissà quale motivo...Per non parlare delle persone, non conosco persone diciamo normali, ma forse non lo sono nemmeno io...". E Tiziana, serissima e senza nessuna intenzione di offendermi "Ma certo che tu non sei normale...non ho mai pensato che tu lo fossi, dalla prima volta che ti ho conosciuta!". Ecco, basta saperlo...

1月1日

Anno nuovo?

E ci siamo, è arrivato il 2008. Ho passato una serata a dir poco almodovariana, a casa di un'amica confusa e infelice che alternava momenti di ribellione alla grama vita a frasi sconnesse di compatimento (per me) e autocompatimento (per lei, naturalmente). Tutto questo mentre i nostri figli giocavano al gioco più esilarante e astuto che sia stato inventato dalla nascita del mondo ad oggi: la tombola. Cosa sarebbero mai le feste natalizie senza tombola? Non so cosa sarebbero, ma so come sarebbero: meno soporifere sicuramente. Tra un ambo e una quaterna, si è avvicinata la mezzanotte, che se non c'era quell'asso pigliatutto amebiforme di Carlo Conti in tv a strillarlo all'etere intero, non ci saremmo nemmeno accorti che si avvicinava, tanto eravamo preda del demone del gioco e della depressione. Poi, per fortuna, Antonello Venditti ci ha deliziati con l'ennesima canzone fotocopia che nemmeno Gigi D'Alessio riesce a scrivere canzoni tutte uguali come fa lui. E battere Gigi in questo è cosa da veri professionisti dell'autocopiaincolla. Poi il conto alla rovescia, mentre i figli, abbandonato il gioco d'azzardo, correvano in giardino a sparare botti legali e non pericolosi (confermo e sottoscrivo: legali e non pericolosi. Spero che almeno un petardo scoppi sotto il sedere dei due teppisti che l'altra notte mi hanno fatto saltare la cassetta delle lettere e il campanello di casa, che il Signore gli mandi una scarica di diarrea che duri fino alla Befana e magari anche oltre). Per farla breve, è arrivata la mezzanotte e i figli, rimbambiti dai botti, non se ne sono manco accorti. Per fortuna che a me lo ha detto Carlo Conti, e ho potuto comunicarlo agli altri. La mia amica mi ha augurato tutto il bene del mondo e poi è sparita. L'abbiamo ritrovata addormentata come un sasso nel suo letto al piano di sopra. Noi, intendo io, figli e aggregati (io ero naturalmente la più vecchia e la più scema di tutta la compagnia) abbiamo giocato a Visual Game, che rispetto alla tombola è già un tantino più intelligente e la mia squadra ha vinto alla grande, grazie anche alla mia capacità di disegnare un "ingresso" e di indovinare il disegno di "gobba a ponente luna crescente, gobba a levante luna calante". Mica cavoli eh?
Sorvoliamo sul periodo passato a scambiare messaggi al limite dell'onirico con amici e nettampoco con il mio ex analista ora quasi amico che, sebbene non allegrissimo per motivi suoi, informato della mia serata in corso, mi ha mandato una faccina tristissima ( :-(( ), segno evidente della sua partecipazione emotiva al mio smarrimento e della sua compassione nei confronti di una povera donna vittima delle circostanze. Aggiungiamo che ho una mezza influenza addosso e che domani devo andare al lavoro e chiudiamola qui. Ma non senza aver augurato a tutti un


BUONISSIMO 2008!