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Alianorah

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Pessimista, testarda, simpatica, petulante, sincera, disordinata, pigra.
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vincenza

Updated 2/29/2008
Updated 5/3/2007
Updated 4/4/2007
frasi che (forse) vale la pena di conoscere

Alianorah

...l'altra gallina
March 07

L'ultima cavolata

In questo periodo viene trasmesso RISquattro. Presumibilmente dopo di esso andrà in onda RIScinque. Ecc. ecc. Sorge spontanea la domanda: quando saranno arrivati all'ottava serie, come la chiameranno? RISotto?

Avviso importante (ma anche no).

Questo è l' ULTIMO POST di Alianorah.spaces.live

Lo so, lo so...sento un coro di lamenti angosciati levarsi da tutta la rete. Ma non temete, miei prodi (non essendosi candidato il mortadella, non mi sento in dovere di rispettare la par condicio aggiungendo "miei berlusconi"), l'altra gallina ha solo deciso di starnazzare in un altro pollaio. Dopo quasi un anno di permanenza in MSN, spinta da incessanti (???) richieste da parte di numerosi (tre) amici della blogosfera, la sottoscritta migra verso piattaforme più gestibili, si spera, e più accessibili, si augura.

Per chi volesse essere così carino da segurmi per continuare a leggere i miei vaneggiamenti, l'indirizzo del mio nuovo pollaio è:

http://alianorah.wordpress.com/

Agli amici blogger più affezionati che mi hanno linkata (bontà loro), ricordo di cambiare il link sui loro blog. Io vi ho già inseriti nel nuovo blogroll. Ci mancherebbe altro!

March 04

Oh, Ermione!

A "Il Senso della Vita" Bonolis mostra questa immagine (o una molto simile) a Laurenti e comincia a storpiare, recitandola a mitraglia, "La pioggia nel pineto". Mio figlio Lollo, quasi dodicenne, esclama "Ah, D'Annunzio!". Lo guardo perplessa: "Avete studiato questa poesia a scuola?". Risposta: "No, ho riconosciuto lui DALLA FOTO".

A volte sospetto che di notte lo rapiscano gli alieni.

March 02

Dio delle cittuààààà....

Stasera ho invitato a ballare il F.d.C. Certo, ballare un lento dietro il bancone di un bar affollato sulle note della canzone che Cammariere ha cantato a Sanremo è un po' difficile. Infatti lui si è sottratto. Poi il bar si è svuotato e voleva ballare la canzone di Eugenio Bennato, che era una taranta. Non molto romantica. Quindi alla fine questo pas de deux non c'è stato. Ma c'è stato un sagace scambio di opinioni sul post in cui mi lamento dei rifiuti che gli uomini oppongono ai miei inviti a mangiare una pizza insieme o a bere un caffè.

A. : secondo me i motivi sono due. O faccio talmente schifo, la mia vista è così orripilante e il mio carattere talmente insopportabile, che gli uomini oppongono rifiuti mascherati con scuse varie per non ferire troppo il mio amor proprio; oppure hanno un ego talmente macroscopico che non vogliono correre rischi di essere assaliti da persona non grata.

F.d.C.: c'è una terza opzione: non hanno il coraggio di uscire con te perché ti vedono irraggiungibile.

Qui è scattato il mio vaffa accompagnato da una risata sincera e divertita. Ma lui non scherzava. O almeno, così ha detto. E quindi, dopo essermi beccata da vari esponenti del sesso forte, della "algida", della "troppo intelligente", della "donna che fa paura", ora sono diventata anche "irraggiungibile". Meno male che nessuno mi ha mai detto che sono "eccessivamente bella". La menzogna sarebbe così evidente da sputtanare automaticamente l'autore della medesima. Comunque, c'è qualcosona che non va. Preferirei un sincero "fai cagare" a volte.

E sull'onda emotiva di questi accadimenti, ho deciso altresì che l'anno prossimo parteciperò a Sanremo, con un brano di mia creazione che intitolerò:

Uomini sòla

Ci sono uomini sòle e sguscian via come meduse
ed altri che son prontissimi a piazzarti mille scuse
e dopo dieci, cento appuntamenti
finiti sempre nella spazzatura
tu capisci che si puzzan di paura (puzzarsi di paura: farsela sotto dalla fifa n.d.A.)

A volte un uomo è una sòla perché in casa ha troppi specchi
si piace molto e è convinto di piacere anche a parecchi
e invece piace solo alla sua mamma
che non gli ha mai insegnato la lezione
che a lei piace perché è il suo scarrafone (ogni scarrafone è bello a mamma sua n.d.A.).

Dio delle cittuàààà
e delle vanità
se è vero che ci sei
che capisci più di noi
vediamo se si puààà
far capire a questi uomi (licenza poetica)
che non siam pericolose
e che lor non sono eroi.

Vediamo se si puàààà
stare insieme come siamo
e poi farci due risate
senza fife e ipocrisie
e passare a chiacchierare
una semplice serata
e senza la trombata.

 
Io secondo me vinco. E che i Pooh ci provino, a citarmi per plagio!

February 29

Rane e foche

Stasera io e mia mamma vedevamo R.I.S. : in un ufficio postale veniva trovato un pacco contenente una polvere bianca tossica che diffondeva il panico. La mia genitrice, con aria partecipe, mi fa:

Mamma: Ma ti ricordi quando anche in Italia ci fu l'allarme BATRACE?

Alianorah: Eh?

M.: Ma si, la paura del batrace!

A.: Mamma...l'antrace, non il batrace! Tranne che in Egitto al tempo di Mosè, non ricordo altri allarmi causati da rane...


E a proposito di animali, Paola (che ringrazio) mi ha insignita del premio "Foca sorridens". Il "Foca L pride 2008" è stato ideato da Mauro, Nando e Michele (che non sono quelli della Gialappa's) per premiare, tra tanti ori, argenti e bronzi, con un trofeo di un metallo meno nobile ma molto diffuso soprattutto nel mondo delle bomboniere di gusto discutibile: il silverplated. Qui i dettagli di questo "concorso" senza premi e senza vincitori in cui le nomination ricoprono una sterminata gamma di motivazioni e categorie, tanto per non escludere nessuno.

 Foca L Pride 2008 Questi i miei trofei:

Premio Focaccia Ligure alla Miglior blogstar molto blog e poco star

John Doe

Premio Focazziatone al Miglior blog che un po' le dà e un po' le promette

Alicesu

Premio Focamicia al Miglior blog Miciofilo

Mammagatta

 

                                               

February 27

Quello strano ragazzo che abita in fondo al viale

Non so da voi, ma dalle mie parti c'è ancora chi pensa che se una donna esce da sola con un uomo vuol dire che tra i due è accaduto, accade, o accadrà qualcosa di losco. Dove per losco bisogna intendere sentimentale o, nella più ardita delle ipotesi, sessuale. Stessa cosa dicasi se un uomo e una donna vanno a cena fuori. La cena fuori è l'anticamera dell'inciucio. Non si può quasi concepire che due escano e poi ritornino ognuno a casa propria senza aver fatto nonsocosa. Siccome io non la penso così, sono doppiamente penalizzata. In primo luogo, nessuno capisce che io con un amico ci posso anche andare in vacanza insieme (cosa che in effetti è successa, nevvero "nessun nome"?) senza che tra noi ci sia mai stata la minima idea, né intenzione, né voglia, di far diventare la vacanza un occasione per... In secondo luogo, se ho un amico con cui mi piacerebbe uscire o cenare, ho difficoltà a proporglielo per prima, per timore che pensi che io ce voglio provà. E siccome di uomini imbranati o sciuocchi (con la u) che non ti invitano ce ne sono a bizzeffe (magari perché pensano di essere a loro volta fraintesi), il più delle volte non se ne fa niente. Pensate che esageri? Vi racconto un simpatico aneddoto.

Da circa due mesi il mio piacionissimo e scapolo vicino di casa, Marco, probabilmente stanco di sentirsi rinfacciare da me medesima la sua proverbiale tirchieria nonché la sua scarsa galanteria; sicuramente toccato sul vivo dal mio rintuzzare il fatto che in dieci anni di buon vicinato non mi ha mai invitata manco a prendere un caffè in un bar (e vabbè, prima ero sposata e figuriamoci, ma da quasi cinque anni sono separata); dicevo, da circa due mesi, Marco mi ha invitata a mangiare una pizza. E da due mesi non mi porta in pizzeria. Per me la cosa non costituisce un gran problema, se voglio una pizza me la compro e non è che stia proprio spasimando per uscire con lui. La cosa più singolare è il motivo per cui non si esce mai insieme. Perché manca la terza persona. La terza persona, nella fattispecie, è la nostra amica A., (che gli presentai io) con cui Marco ha avuto una specie di storia e con cui è rimasto in buoni rapporti, sebbene da quando si sono lasciati non si siano mai visti né sentiti. Il tramite della loro permanente liaison amichevole sono io, che rimpallo i saluti dall'uno all'altra (che nel frattempo hanno e hanno avuto altre storie) e riferisco i continui attestati di stima e reciproco rispetto e simpatia. Quindi il gruppo pizzettaro si compone di tre elementi: Marco, A. e moi. Da due mesi a questa parte non si è ancora riusciti a trovare una sera che veda liberi tutti e tre. Io sono indisponibile il venerdì e il sabato. A. deve trovare il momento giusto per lasciare la prole al suo ex marito. M. deve trovare il periodo in cui non è intortato in una delle sue più o meno impegnative storie. Non è nemmeno immaginabile pensare che io esca con lui senza A. e il motivo è racchiuso in un personalissimo codice morale a cui Marco non deroga praticamente mai. Me lo ha rivelato lui, candidamente, quando io gli ho posto una domanda che per me era normale: "Ma scusa, non possiamo uscire io e te soltanto? poi ci saranno occasioni di uscire anche con A. quando sarà libera". Risposta: "Eh no, non possiamo. Quando io esco a cena da solo con una donna, poi, devo trombarmela e tu mi sei troppo amica! Perché vedi, una donna, dopo cena, si aspetta che io me la trombi!" A questa opinabile affermazione l'ho guardato fisso negli occhi e gli ho chiesto "Ah Ma', in tanti anni che ci conosciamo, ti ho mai dato la pur vaga, vaghissima impressione, di essere anche lontanamente attratta da te?" Sorridendo in modo fanciullesco ha risposto "No, mai. Però io mi sentirei in dovere capisci? (che non è una bella cosa per la mia autostima, il fatto che lui si sentirebbe in dovere. Avesse almeno detto: "mi sentirei tentato"... ma si è capito che Marco e il galateo vivono in due universi paralleli  n.d.A.)...Invece se esco con due donne, per lo meno non si pone il problema".

Meno male che "il triangolo no, non l'ha considerato"!!!

February 25

Mobbasta!

Quando sento sparlare di programmi come "Uomini e donne" mi indigno, perché non si può sindacare su un gruppo di ragazzi e ragazze che con il loro gravoso fardello di esperienze (e tutti noi sappiamo quante e quali esperienze i ragazzi giovani, belli, fighi e montati possono avere alle loro spalle) decidono di mettersi in giuoco (giuoco con la "u", come diciue Berluscuoni) per trovare entro due o tre mesi il compagno o la compagna che forse dividerà con loro un paio di pagine su "Diva e donna" o "Chi". Insomma, si vede lontano un miglio che quelle son tutte persone vere, che quelle son tutte lacrime vere e non causate da potenti spalmate suboculari di vicks vaporub, che tutti quei gingilli che portano appesi addosso, quei megaorologi, quelle firme appariscenti su magliette e pantaloni, sono libere e casuali scelte di look e non sponsorizzazioni di vario genere. E per favore, che si smetta di indignarsi ripetendo che son tutte braccia tolte all'agricoltura, tanto si sa che il mestiere di contadino ormai è diventato privilegio per pochi. Anzi propongo un nuovo format: un reality intitolato "Chi vuol zappar la terra" . Vince chi riesce a rendere produttivo un podere sassoso entro cinque anni. E tutti i partecipanti (ad esempio Costantino, Bettarini, la Varone, la Gregoraci, Flavia Vento, Interrante...potete proporne altri anche voi!), sono obbligati a farsi il mazzo per tutto il lustro, pena la morte politica, civile e anche fisica, finché non spunta il grano dalla pura argilla. Così per almeno cinque anni sappiamo dove sono, cosa fanno, come razzolano e non rompono le zolle a noi!

Certo, si potrebbe dire che gli aitanti giovani e le sculettanti signorine che sfilano caracollando e mostrando cosce e bicipiti sulla scala su cui sta appollaiata la Maria (intesa come De Filippi, non come erba stupefacente, anche se a me stupefà non poco anche lei), scelgono la strada più breve per farsi vedere, essendo quella dello studio e del lavoro troppo ardua e poco praticabile per chi vuole tutto e subito. Facendo salvi coloro che, bene o male, un diploma ce l'hanno (e qualcuno ha anche la laurea), non oserei puntare il dito nemmeno su coloro che in qualche modo hanno una cultura ben consolidata, magari frutto di studi da autodidatti, ma che mostrano buona volontà e soprattutto amore per l'informazione tout court, non finalizzata a esibizionismi o a siparietti. Per questo difendo a spada tratta quella giovane fanciulla che, irritata dalle critiche di una rivale corteggiatrice che la accusava di essere poco colta e superficiale, qualche settimana fa è sbottata:

"Io so più cose di quanto credi! Vuoi che ti parlo dell'aparteid (pronunciato proprio così, APARTEID n.d.A.)? O vuoi che ti dico di Mandela? O che ti parlo del Sudafrica? (chiaramente era preparata su una vastissima rosa di argomenti n.d.A.). Io sono pronta, SE VUOI TE LO PARLO!".

Chapeau!

February 21

I love Iceland

Chit e John Doe mi appioppano un meme ideato da quello zuzzurellone di Oscar. Anche se ultimamente le catene nuociono gravemente al mio sistema nervoso, questa è troppo simpatica e in più crea un ponte invisibile e anche un po' inintelleggibile e quasi incomprensibile tra noi e una Nazione lontana ma affascinante. Per questo ed altri mille motivi che non vi dirò mai, rispondo volentieri alla chiamata.

Voilà le istruzioni per chi nominerò:

Dovreste andare nella Top Posts di WP in lingua islandese, scegliere il post o il viso che più vi aggrada e postargli un commento. Va bene qualsiasi cosa, tranne il ”ciao, volevo farti i complimenti per il blog, ti va uno scambio link?”.  Saluti, frasi poetiche, quello che volete ma rigorosamente in italiano o dialetto delle vostre parti o delle parti di qualcun altro. Ripetete la procedura per tre volte e pubblicate, ovviamente linkandoli, i blog islandesi che avete scelto. Passate poi alle nomineiscion indicando i prossimi 5 blogger da mandare allo sbaraglio nella terra dei ghiacci.  Se tutto va come deve andare, in Islanda il Bruno Vespa locale farà uno special sull´improvviso interesse dei blogger italiani verso la loro bellissima terra.

Ormai il mercato è saturo e io sono andata un po' a caso. Spero di non aver scelto blogger...turpi. Questi sono i tre blog da me scelti. Non so di cosa parlano, ogni tanto c'è un numero seguito da "gr". O son tutte ricette di cucina, oppure pesi specifici, oppure...boh...

http://flottogfin.wordpress.com/

http://gudosk.wordpress.com/

http://vinkonan.wordpress.com/

Queste invece le mie nomineiscion:

Pibua (che ora forse mi stimerà di meno), Alice (perché so che in fondo, molto in fondo, gradisce), Picchio (che riesce sempre ad essere originale), Filo (che certamente non lo farà), Damiani (per vendicarmi dei suoi test in inglese).

Update: qui l'ideatore di questo meme esprime il desiderio di mettere un freno alla valanga di adesioni. Sarà possibile interrompere il diabolico meccanismo che egli stesso ha messo in moto o il clamoroso effetto domino è ormai incontrollabile? Ah, saperlo! Voi, nominesciati, fate come vi pare.

February 19

Chi dice mamma bacia due volte

A quasi un anno dall'apertura di questo blog, non ho mai parlato nel dettaglio di mia madre, non perché non meriti ma per non fare concorrenza alla cara Fulvia, la cui madre è protagonista di avventure e topiche pressoché ineguagliabili. Ora però credo sia venuto il momento di colmare almeno in parte questa lacuna per cui, pur non intendendo aprire competizioni con "mamma di Fulvia", racconterò una particolare caratteristica della mia genitrice che va accentuandosi con l'età: la ripetitività. Sebbene sia convinta che siano molte le mamme, soprattutto non giovanissime, che hanno questa peculiarità, credo che la mia sia vicina a battere dei record, soprattutto perché, sempre più spesso, mi ripete cose che le ho detto io magari il giorno prima, e me le dice con l'entusiasmo tipico di chi sta raccontando una novità ancora sconosciuta.

Esempio:
Giovedì.
Alianorah: mamma, lo sai che Vanessa Incontrada è ingrassata perché è incinta?

Venerdì.
Mamma di Alianorah: ma lo sai che la Incontrada è incinta? Ecco perché è così ingrassata!

Una variante di questa situazione tipica avviene quando, insieme, ascoltiamo una notizia alla tv e lei dopo circa un'ora me la riferisce come se io un'ora prima non fossi stata lì.

Esempio:
Al tg i presunti mostri di Erba si guardano dolcemente e ridono dietro le sbarre della gabbia in tribunale. Io e mamma strabuzziamo gli occhi, scandalizzate. Ci guardiamo, scuotiamo la testa. Che vergogna!

Un'ora dopo.
M. d. A.: ma tu dovevi vedere quei due di Erba come si guardavano negli occhi, tenendosi la mano, e come ridevano. Che vergogna!

Poi ci sono degli evergreen, eventi o situazioni che vengono raccontate da anni, sempre come fossero cose nuove.

Esempio:
M. d. A.: io non sono mai ingrassata perché appena prendo due chili mi viene un attacco di colite che mi manda al bagno di corsa e nel giro di pochi giorni li perdo.
Oppure: ho mangiato talmente tante castagne quando ero piccola che ora non posso più sopportarle.

O anche: tua nonna non è mai riuscita a capire il meccanismo della schedina del totocalcio.

Ma la cosa che mi fa impazzire, sono i tormentoni. Tipo "certo che hai un carattere!", "non ti si può dire proprio niente", "non mettermi in bocca parole che non ho detto", e cose così.
L'acme viene raggiunto con una frase che è un coltello in una piaga aperta:
"SEI TALE E QUALE A TUA CUGINA!"

Quest'ultima cosa la dice quando mi vuole ferire particolarmente perché la cugina a cui si riferisce è una vera stronza. Allora io mi vendico dicendole "Sei tale e quale a tua zia", riferendomi ad una sua zia paterna piuttosto rompipalle e decisamente isterica.

Anche in questo caso, come per le strofe cretine delle canzoni cretine, potrei continuare fino alla fine dei tempi, perché di must ce ne sono a bizzeffe. Mi fermo perché diventerei più noiosa del solito.
Chiudo quindi questa carrellata ricordandovi che domani sera andrà in onda l'ultima puntata di "Questa è la mia terra. Vent'anni dopo". Lo so che forse non ve ne frega niente, ma mia madre negli ultimi cinque giorni me lo ha ripetuto in media due volte al giorno, e se tenete conto che glielo avevo detto io sei giorni fa, forse capirete perché sento l'esigenza di riferirlo anche a voi.


February 18

Diritto di scelta

Alicesu, nel suo blog, lancia una campagna importante che attraverso il tentativo di boicottaggio dell'iniziativa di Giuliano Ferrara (che si candida alle prossime elezioni con un partito antiabortista) vuole difendere quello che è deve restare un diritto di tutte le donne. E non parlo semplicemente (semplicemente si fa per dire) del diritto della donna di decidere se portare avanti o meno una gravidanza indesiderata, ma del diritto della donna di decidere liberamente per sé e per la propria vita futura. Io, personalmente, sono contro l'aborto, qui ed ora. Nel senso che in questo momento, nella mia vita, nella mia condizione, sono contro l'aborto. Ma le altre donne non sono me, non vivono il momento che sto vivendo io, non sono nella mia stessa condizione. Non voglio star qui ad elencare quanti possono essere i momenti, quali gli eventi che si presentano nella vita, quante le situazioni che possono rendere gravoso, difficile, quasi impossibile, portare a termine una gravidanza. Tutti voi li sapete, perché li avete vissuti direttamente o indirettamente, attraverso la vostra stessa esperienza o quella di persone che in qualche modo vi sono vicine. Io so, ho visto, ho sentito, le parole di donne che hanno rinunciato ad avere un figlio e hanno scelto l'aborto. Con alcune di loro non sono stata d'accordo. Altre hanno fatto una scelta che forse, in casi analoghi, avrei fatto anche io. Ma al di là delle convinzioni personali, io credo fermamente che la libertà di scelta debba essere garantita, tutelata, difesa contro ogni moralismo, contro ogni perbenismo. Abolire, limitare indiscriminatamente la legge 194, creare delle categorie, non servirebbe affatto a ridurre il numero delle donne che ricorrono all'aborto. Creerebbe a mio avviso nuove vittime, arricchirebbe cliniche private che praticherebbero (come di fatto accdeva prima del referendum) l'aborto illegalmente, istruirebbe le nuove "mammane" macellaie, favorirebbe l'aborto all'estero, per chi se lo può permettere.

Posto che sarebbe auspicabile partire da una corretta educazione sessuale fin dalle scuole elementari e da un percorso consapevole dei giovani verso una sessualità responsabile e un responsabile uso dei mezzi di contraccezione (l'aborto come metodo contraccettivo è una realtà che sarebbe molto meglio non esistesse), non è immaginabile un futuro da medioevo come quello che Ferrara vuole propinarci anche se purtroppo i fatti di Napoli ci mostrano come il medioevo a volte sia più vicino di quanto si pensi.

February 14

Hanno usciti i verbi nuovi (post pseudoculturale e noioso)

Quante volte alle elementari le nostre buone, vecchie, care maestre (la mia ci picchiava con una bacchetta di bambù e metteva le orecchie d'asino ai meno studiosi, era una vera strega che faceva picchiare i maschi dalle bambine e sembrava odiare gli uomini con tutte le sue forze; ma era sempre una buona, vecchia, cara, maestra) ci hanno detto e ripetuto che "ma però" e "a me mi" non sono forme grammaticalmente corrette? Personalmente lo avrò sentito decine di volte, tipo tormentone, incubo da compito in classe di italiano, da tema di ortografia, da pensierino sulla bella stagione che sta per arrivare o sul vero significato del Natale.  Beh, ora non è più così. O meglio, a leggere le spiegazioni dei puristi della lingua italiana sul sito dell'accademia della Crusca, non è mai stato così.

"A me mi: (usato in certe accezioni, così almeno ho capito io n.d.A.)...non si tratta di una ripetizione...né di un riempitivo...il primo pronome... ha più forza del secondo...quindi ha un valore diverso...equivale dunque a "quanto a me, per quanto ne so io" e quindi contiene maggiore informazione  del semplice complemento di termine che lo segue (mi)...Per rendere evidente l'analisi della struttura logica... del tutto, si potrebbe porre una virgola dopo a me...Prima...di misurare...la lingua col metro di una grammatica del discorso logico, bisogna pensare che...c'è anche una grammatica del parlato accanto a quella dello scritto" e uno scolaro deve essere guidato a tenerne conto.

"Ma però: l’incontro delle due congiunzioni ma però (e di ma bensì) non è da condannare..."  Mentre "ma" ha valore sia oppositivo sia limitativo, "però" ha valore solo limitativo; per cui se "ma" è usato in senso oppositivo può essere affiancato a "però" per specificarne e rinforzarne il significato.

In definitiva, e questa è la bella notizia, siamo più liberi di scrivere come parliamo. Forse non sarà proprio bello esteticamente e stilisticamente, lo ammetto. Ma però, questa cosa, a me, mi piace assai!



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